Valutazione degli effetti biologici dei campi elettromagnetici


spettroNel 2002 i campi elettromagnetici (CEM) di bassa frequenza (0-300 Hz; ELF), associati alla trasmissione e distribuzione dell’energia elettrica, e nel 2011 i CEM a Radiofrequenza (30 kHz-300 GHz; RF) sono stati classificati dall’International Agency for Research on Cancer (IARC) in classe 2B come “possibili cancerogeni” per l’uomo, essenzialmente sulla base di evidenze epidemiologiche. La conoscenza scientifica degli effetti biologici e della loro rilevanza per quanto concerne eventuali rischi per la salute è tuttora lacunosa.

L’attenzione dei ricercatori IREA è rivolta agli effetti dei campi elettromagnetici sia di bassa (50 Hz) sia di alta frequenza, con particolare riferimento alle frequenze in uso per la telefonia cellulare (800-2000 MHz). Le sperimentazioni biologiche in vitro svolte presso l’IREA tendono ad individuare eventuali meccanismi che spieghino possibili interazioni tra i campi elettromagnetici ed organismi viventi per fornire o meno plausibilità all’ipotesi di cancerogenicità. Grazie alle competenze multidisci-plinari dei ricercatori IREA, vengono progettati e realizzati sistemi di esposizione in accordo con gli standard di qualità dell’ Organizzazione Mondiale della Sanità per esposizioni in vitro, al fine di adottare condizioni ben definite e rigorosamente controllate in termini sia dei parametri elettromagnetici sia ambientali. I sistemi di esposizione, pilotati da computer, vengono alloggiati in incubatori per colture cellulari al fine di garantire nei campioni biologici le condizioni ottimali di temperatura, di anidride carbonica e di umidità. Sistemi uguali a quelli impiegati per le esposizioni, ma non alimentati, vengono utilizzati per alloggiare i campioni di controllo (campioni sham) al fine di escludere che gli effetti eventualmente riscontrati siano dovuti alle condizioni che si creano all’interno dei sistemi espositivi e non ai CEM. A valle delle esposizioni, i campioni cellulari vengono processati per la valutazione di endpoints biologici per i quali sono stati riportati effetti e già esiste evidenza di replicazione in letteratura. Tra gli effetti studiati, quelli a carico del DNA hanno un ruolo chiave poiché danni al materiale genetico sono sempre presenti nelle prime fasi del processo di cancerogenesi.

Nell’ambito di queste attività, vengono anche studiati gli effetti di esposizioni combinate in presenza di agenti chimici o fisici al fine di individuare l’eventuale effetto di co-promozione dell’evento cancerogeno che, come è noto coinvolge numerosi fattori. Nell’ambito dello studio degli effetti cooperativi, recentemente i ricercatori dell’IREA, in collaborazione con l’Università di San Antonio in Texas, hanno dimostrato che pre- esposizioni di cellule di mammifero a CEM alla frequenze in uso per la telefonia cellulare sono in grado di offrire protezione da successivi trattamenti mutageni sia chimici sia fisici (Risposta Adattativa). Questo è un aspetto molto interessante che apre nuovi scenari per lo sviluppo di nuove applicazioni in ambito biomedicale. Due delle pubblicazioni scientifiche sulla risposta adattativa indotta da radiofrequenza sono state selezionate per la pubblicazioni in due diverse edizioni degli Highlights del CNR.



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