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Una recente analisi relativa al ponte Morandi mostra l’assenza di deformazioni, prima del suo crollo, nei risultati ottenuti dai dati radar satellitari della costellazione italiana COSMO-SkyMed. A mostrare questa evidenza uno studio condotto da un team di ricercatori dell’Istituto per il Rilevamento Elettromagnetico dell’Ambiente del CNR pubblicato su Remote Sensing. I risultati mostrati sono in contrasto con una precedente indagine pubblicata sulla stessa rivista.
 
Il 14 agosto del 2018 il ponte sul torrente Polcevera sull'autostrada A10 Genova-Savona, costruito negli anni '60 su progetto dell'ingegnere Morandi, è crollato procurando la morte di 43 persone.

A seguito del tragico avvenimento, un team di ricercatori dell’Istituto per il Rilevamento Elettromagnetico dell’Ambiente (IREA, Napoli) del Consiglio Nazionale delle Ricerche (CNR) ha condotto uno studio approfondito, basato sull’elaborazione di dati radar satellitari, sui possibili movimenti pre-crollo associati all’area interessata dal disastroso evento nell’ambito delle attività svolte in qualità di Centro di Competenza per il Dipartimento di Protezione Civile Italiana per lo studio da satellite dei fenomeni di deformazione del suolo e del costruito. Tale studio ha dimostrato l’assenza di significativi spostamenti precursori del crollo del ponte Morandi, nelle osservazioni radar satellitari, in evidente contrasto con quanto riportato nel lavoro di Milillo et al. (2019) dal titolo “Pre-Collapse Space Geodetic Observations of Critical Infrastructure: The Morandi Bridge, Genoa, Italy”, pubblicato sulla rivista scientifica Remote Sensing, aprendo così nuovi margini di discussione.

 

Ponte Morandi

Mappe in falsi colori delle velocità medie di deformazione rilevate (A), sovrapposte ad un’immagine di Google Earth, e relativi plot dei punti in corrispondenza delle carreggiate Nord (B) e Sud (C) del ponte Morandi di Genova. Tali risultati, ottenuti elaborando i dati radar satellitari acquisiti dalla costellazione satellitare COSMO –SkyMed dell’ASI (orbite ascendenti e discendenti) nel periodo immediatamente prima del crollo del ponte Morandi (Gennaio 2011-Agosto 2018) con le tecniche InSAR avanzate SBAS e TomoSAR, non mostrano significative deformazioni che possano rappresentare precursori del crollo del ponte Morandi.
 
“Attraverso l’elaborazione tramite tecniche InSAR avanzate di dati SAR acquisiti dalla costellazione COSMO-SkyMed dell’Agenzia Spaziale Italiana nel periodo immediatamente precedente al crollo (Gennaio 2011 – Agosto 2018)” spiega l’ing. Riccardo Lanari, direttore facente funzioni del CNR-IREA, “sono state generate serie temporali di deformazione relative all’area del viadotto che hanno rilevato l’assenza di movimenti superficiali precursori del crollo del ponte”.

“Le caratteristiche di questi sensori, in particolare la risoluzione spaziale molto spinta (pochi m) e la lunghezza d’onda molto corta (circa 3 cm)” aggiunge l’ing. Diego Reale, ricercatore IREA partecipante al team, “hanno consentito di effettuare un’analisi dettagliata delle deformazioni relative ad un’infrastruttura complessa come il ponte Morandi, in termini di densità di punti di misura e di capacità di monitorare nel tempo il comportamento dell’intera struttura, con accuratezze millimetriche”.

“I prodotti delle elaborazioni interferometriche ottenute utilizzando due approcci indipendenti e alternativi, quali la tecnica Small BAseline Subset (SBAS) e la tecnica di Tomografia SAR, hanno mostrato una significativa consistenza e similarità tra loro in termini sia di copertura spaziale sia di entità della deformazione misurata” sottolinea l’ing. Manuela Bonano, altro ricercatore IREA membro del team, “confermando la sostanziale assenza di movimenti superficiali precursori del crollo del ponte Morandi”.

I risultati ottenuti sono stati presentati nel lavoro dal titolo “Comment on “Pre-Collapse Space Geodetic Observations of Critical Infrastructure: The Morandi Bridge, Genoa, Italy”, by Milillo et al. (2019)", pubblicato a Dicembre 2020 sulla stessa rivista scientifica Remote Sensing.

Foto in copertina: LaPresse


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Space apps 2024
 
 
Primo appuntamento giovedì 3 ottobre per i partecipanti all’hackathon con il local bootcamp presso l’Osservatorio Astronomico di Capodimonte dell’INAF, con un programma che prevede anche l’osservazione delle stelle. L’hackathon è in programma il 5 e 6 ottobre al Polo di San Giovanni a Teduccio dell’Università di Napoli Federico II.
 
 
Dopo 2 anni di assenza torna a Napoli Space Apps Challange, l’hackathon più grande del mondo, che quest'anno coinvolgerà circa 600 città nei 6 continenti. 

L’obiettivo dell'evento è proporre idee e soluzioni innovative alle 20 sfide globali selezionate dalla NASA per la vita sulla terra e nello spazio, utilizzando i dati messi a disposizione dall’Agenzia spaziale americana e da 13 agenzie spaziali partner, tra cui l’europea ESA e l’italiana ASI.

La sessione napoletana dell'hackathon è organizzata dal Consolato Generale degli Stati Uniti d’America a Napoli e dal Distretto Aerospaziale della Campania – DAC, in collaborazione con il Center for Near Space dell’Italian Institute for the Future, il Dipartimento di Ingegneria Industriale dell’Università Federico II, l’Istituto per il Rilevamento Elettromagnetico dell’Ambiente del CNR, e l’Osservatorio Astronomico di Capodimonte dell’INAF, con il sostegno della Camera di Commercio Irpinia-Sanniola partecipazione di Unina Rockets Intesa Sanpaolo, sotto il patrocinio della Regione Campania.

L'evento si svolgerà presso il Polo Universitario di San Giovanni a Teduccio dell’Università degli Studi di Napoli Federico II i prossimi 5 e 6 ottobre 2024.

Al termine della presentazione dei progetti saranno selezionati tre team vincitori che riceveranno dei premi messi in palio dagli organizzatori locali e parteciperanno successivamente alla selezione internazionale. I vincitori di quest'ultima (10 a livello mondiale) parteciperanno all'evento finale "Winners Celebration" presso il quartier generale della NASA a Washington, USA.

Un bootcamp aperto a tutti coloro che parteciperanno a Space Apps Napoli 2024 si terrà il 3 ottobre presso l'Osservatorio Astronomico di Capodimonte (INAF). Sarà l’occasione per familiarizzare con i Local Lead che guideranno i partecipanti durante le giornate dell'hackathon offrendo preziosi consigli. Ci sarà uno Special Guest e, a valle del Welcome Cocktail, sarà possibile osservare le stelle al telescopio.

Per partecipare occorre registrarsi sul sito di Space Apps Challenge al link href=https://www.spaceappschallenge.org/nasa-space-apps-2024, scegliere l’evento locale di Napoli, formare un team o unirsi a un team già esistente. 

Tutti i dettagli sull’evento e sono disponibili a questo link

https://www.spaceappschallenge.org/nasa-space-apps-2024/2024-local-events/napoli/

Scarica qui la broshure

 

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Lunedì, 13 Gennaio 2025 16:00

Francesco Soldovieri nominato Fellow dell'IEEE

Fellow Soldovieri

Francesco Soldovieri, Direttore dell'IREA, è stato nominato "Fellow" dell'Institute of Electrical and Electronics Engineers (IEEE).

IEEE è un'associazione professionale americana che rappresenta ingegneri elettrici ed elettronici e altre figure professionali correlate. Fondata nel 1963, l'EEE ha sede a New York (USA) e il suo scopo principale è promuovere l'innovazione e l’eccellenza tecnologica a beneficio dell'umanità.

Dal 1964, attraverso il programma IEEE Fellow, l'IEEE riconosce le persone che hanno contribuito in modo significativo al progresso dell'ingegneria, della scienza, della tecnologia e della società in generale.

IEEE Fellow è un riconoscimento riservato ai membri IEEE che si sono distinti in uno qualsiasi dei campi di interesse dell'IEEE e che sono ritenuti idonei a questa prestigiosa elevazione di grado.

Ogni anno, a seguito di una rigorosa procedura di valutazione, il Comitato per l'elevazione a Fellow dell'IEEE raccomanda un gruppo selezionato di destinatari. Solo lo 0,1% dei membri votanti viene selezionato ogni anno per questa importante onorificenza.

L’ing. Soldovieri ha ricevuto questo importante riconoscimento per i "contributi all’analisi teorica dei problemi inversi, alla tomografia a microonde e alle loro applicazioni".

LinkIEEE Fellow Class 2025 


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Francesco Soldovieri, Direttore dell'IREA, è stato nominato vincitore della medaglia Christiaan Huygens 2025, uno dei premi che l'European Geosciences Union (EGU) assegna ogni anno a eminenti scienziati per il loro straordinario contributo alla ricerca nelle scienze della Terra, planetarie e spaziali.

In particolare, la medaglia Christiaan Huygens viene assegnata per innovazioni, scoperte o contributi significativi che hanno portato a progressi rilevanti nel settore della “Geosciences Instrumentation and Data Systems”.

Tra i principali contributi scientifici del dott. Soldovieri ci sono le prime immagini del sottosuolo del lato oscuro della Luna grazie al Lunar Penetrating Radar della missione Chang'e 4; la prima applicazione aerea della tomografia radar a microonde per il monitoraggio di ghiacciai e ambienti desertici; la mappatura di un tempio dorico nell'area archeologica di Paestum. I suoi approcci innovativi sono stati applicati anche ai sistemi radar satellitari ad apertura sintetica e ai sistemi radar in banda X per il monitoraggio dello stato del mare.

Francesco Soldovieri è stato una figura chiave nell'esplorazione del sottosuolo marziano utilizzando radar a bassa frequenza, contribuendo alla scoperta di acqua liquida su Marte nel 2018. L'eccellenza della sua ricerca scientifica è dimostrata da un numero considerevole di articoli pubblicati su riviste leader con quasi 8000 citazioni e un H-index di 44 (fonte Scopus).

Il premio sarà consegnato nel corso della prossima Assemblea Generale EGU, che si terrà a Vienna dal 27 aprile al 2 maggio 2025.

 


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Nell’ambito dell’IEEE International Workshop on Technologies for Defense and Security (TechDefense 2024), tenutosi a Napoli dall’11 al 13 novembre 2024, Weili Tang, studentessa di dottorato presso l’Università degli Studi di Napoli “Parthenope” con una borsa di studio finanziata dall’IREA, ha ricevuto il premio per il secondo posto nella categoria "Best Paper Presented by a Young Researcher". Il riconoscimento è riservato al miglior articolo scritto o co-scritto e presentato da un ricercatore di età inferiore ai 35 anni.

Gli articoli sono stati valutati in base a criteri quali il merito tecnico, l’originalità, il potenziale impatto sul settore, la chiarezza del testo scritto e la qualità della presentazione durante la conferenza.

Il lavoro premiato, intitolato “Deep Learning-Based Persistent Scatterers Detection: First Results” (Autori: Weili Tang, Università di Napoli “Parthenope” e IREA-CNR; Simona Verde, CNR-IREA; Sergio Vitale, Giampaolo Ferraioli, Gilda Schirinzi e Vito Pascazio, Università di Napoli “Parthenope”; Gianfranco Fornaro, CNR-IREA), riguarda l’utilizzo di tecniche di Intelligenza Artificiale per la rilevazione di Scatteratori Persistenti nell’Interferometria Radar ad Apertura Sintetica (SAR).

Questa tecnologia è ampiamente utilizzata nel monitoraggio delle deformazioni del suolo dallo spazio, trovando applicazioni in diversi settori legati alla gestione dei rischi naturali, con particolare attenzione al controllo di frane, deformazioni del terreno e infrastrutture.

 


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Award AlloccaNell'ambito del 5° World Congress on Electroporation & Pulsed Electric Fields in Biology, Medicine, Food and Environmental Technologies, che si è tenuto a Roma dal 15 al 19 Settembre 2024, la Dott.ssa Mariateresa Allocca, ricercatrice TD presso l'IREA di Napoli, ha ricevuto il terzo premio nella categoria Basic Science nell’ambito della Young Investigator Competition riservata a giovani ricercatori under 35.

Il poster presentato, dal titolo "Reversible and irreversible electroporation mechanisms: an in vitro study on two pancreatic cancer cell models" (autori: Mariateresa Allocca, Luigi Sapio, Anna Sannino, Olga Zeni, Maria Rosaria Scarfì, Stefania Romeo), tratta lo studio del fenomeno dell’elettroporazione reversibile ed irreversibile in due linee cellulari di cancro al pancreas. L’elettroporazione è una tecnica che sfrutta l’applicazione di impulsi elettrici di alta tensione e durate nel range dei microsecondi per indurre la permeabilizzazione reversibile di tessuti tumorali e veicolare farmaci all’interno degli stessi. In condizioni di impulso particolarmente intense, si ottiene la permeabilizzazione irreversibile che ha potenziali applicazioni nell’ablazione di tessuti tumorali anche in assenza di farmaci. Benchè l’elettroporazione reversibile sia già utilizzata in ambito oncologico per potenziare l’azione citotossica di chemioterapici (elettrochemioterapia) in varie tipologie di tumori, la sua efficacia ed applicabilità sono ancora limitate da una non completa conoscenza dei meccanismi alla base. D’altra parte, essa si presenta come alternativa alle terapie antitumorali standard (chemioterapia, rimozione chirurgica) per i tumori che presentano resistenza ai farmaci o gravi complicanze in caso di resezione chirurgica, quale è il caso del tumore al pancreas.

Il poster presentato dalla Dott.ssa Allocca ha l’obiettivo di individuare le condizioni di esposizione reversibili ed irreversibili e studiare i meccanismi cellulari e molecolari dell’induzione di morte in cellule di adenocarcioma duttale pancreatico, una delle forme più aggressive di questo tumore, con lo scopo finale di contribuire all’ottimizzazione delle applicazioni di questa tecnica.

I risultati presentati da Mariateresa Allocca si inquadrano nell’ambito del progetto DEEPEST (Digging into rEversible and irreversible ElectroPoration: in vitro and in silico multiphysical analyses on cEll modelS for cancer Treatment) finanziato dal Ministero dell’Università e Ricerca (Bando PRIN 2022, Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza (PNRR), European Union – NextGenerationEU), di cui l’IREA è coordinatore nazionale.

 


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Una nuova interpretazione del sottosuolo marziano nella regione di Utopia Planitia è oggetto di un articolo pubblicato su IEEE Transactions on Geoscience and Remote Sensing, frutto della collaborazione dell’IREA-CNR con il Key Laboratory of Lunar and Deep Space Exploration, National Astronomical Observatories, Chinese Academy of Sciences.

Nel luglio 2020 è stata lanciata la prima missione cinese Tianwen-1 per l’esplorazione di Marte, che nel maggio 2021 ha visto l’atterraggio di un lander e di un rover nella regione meridionale di Utopia Planitia. Tra gli strumenti a bordo del rover Zhurong figura il Subsurface Penetrating Radar (RoSPR), il primo georadar a multipolarizzazione impiegato per esplorare il sottosuolo marziano. Questo radar opera in due bande di frequenza: la bassa (15-95 MHz) e l’alta (450-2150 MHz), sfruttando la capacità delle onde elettromagnetiche di penetrare materiali opachi e fornire informazioni sui target sepolti mediante il principio della diffusione elettromagnetica.

L’analisi si è concentrata sui dati radar a bassa frequenza raccolti lungo un percorso di circa 1840 m, coperto dal rover in 325 giorni marziani (sols). I dati sono stati elaborati tramite una strategia a due fasi: una prima fase di filtraggio per ridurre gli artefatti nei radargrammi e, successivamente, utilizzando una tecnica di inversione tomografica sviluppata presso i laboratori del’IREA-CNR, che ha permesso di ottenere immagini dettagliate del sottosuolo marziano fornendo informazioni sulla presenza, posizione e geometria approssimativa degli oggetti sepolti.

Le immagini tomografiche hanno rivelato una complessa stratigrafia del sistema suolo/sottosuolo marziano composta da tre distinti strati fino a una profondità massima di circa 40 m. Il primo strato, di uno spessore variabile da 5 ad 8 m, è costituito dalla regolite marziana, un materiale altamente poroso e omogeneo prodotto da impatti meteorici e processi atmosferici ed eolici. Il secondo strato, spesso 2-3 m, mostra discontinuità trasversali e un’assenza di riflessioni elettromagnetiche, suggerendo la presenza di un materiale fine e relativamente uniforme. Segue uno strato con uno spessore di 15-25 m che si distingue per forti riflessioni radar, indicative di un conglomerato con blocchi rocciosi a scala metrica.

La sequenza stratigrafica, con una diminuzione della dimensione dei grani verso l’alto, suggerisce una storia di processi atmosferici a lungo termine, impatti ripetuti ed eventi alluvionali. Durante un’antica fase di inondazione, la forte capacità di trasporto delle acque ha depositato materiali eterogenei e a grana grossa. Successivamente, con la diminuzione del volume d’acqua, si è attenuata la competenza dei flussi idrici superficiali e conseguentemente solo i materiali più fini sono stati trasportati e depositati nel secondo strato.

Inoltre, nell’ultimo tratto di 200 m del percorso radar si è osservata una concentrazione più alta di blocchi rocciosi sepolti, associata a dune e crateri in superficie. Questo fenomeno suggerisce una combinazione di attività tettoniche (endogena) e impatti, dimostrando che la superficie della regione meridionale di Utopia Planitia ha subito riemersioni geologiche complesse, probabilmente a seguito di fenomeni tettonici e impatti, dopo l’antica deposizione oceanica.
radargrammi marte

RoSPR LF data. (a) e (b) Radargrammi dopo il primo passo della procedura di elaborazione. (c) e (d) Immagini tomografiche corrispondenti ai radargrammi (a) e (b). Le immagini tomografiche mostrano le strutture sepolte dove il “rosso” indica le strutture con la risposta più forte in termini di segnali radar retrodiffusi. L’asse-x denota la distanza percorsa dal rover, mentre l’asse y denota la profondità del sottosuolo. Le tre line tratteggiate rappresentano il passaggio fra i tre strati 

 

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Visita KishoreIl Rappresentante Speciale del Segretario Generale dell'Ufficio delle Nazioni Unite per la Riduzione del Rischio di Catastrofi (UNDRR), dott. Kamal Kishore, ha visitato il 22 gennaio scorso il CNR-IREA, insieme all’ing. Luca Rossi di UNDRR e alla dott.ssa Chiara Cardaci in rappresentanza del Dipartimento di Protezione Civile (DPC).

Scopo della visita è stato illustrare il contributo che il CNR-IREA, in qualità di Centro di Competenza a supporto del DPC, fornisce al Servizio Nazionale di Protezione Civile in campo sismico e vulcanico grazie all’utilizzo di tecniche di interferometria radar satellitare, con particolare attenzione al quadro complessivo delle attività di monitoraggio di un territorio complesso quale l'area Flegrea.

Campi Flegrei 2025Nel corso dell’incontro è stato brevemente illustrato al dott. Kishore ed all’ing. Rossi il principio di funzionamento dell’Interferometria SAR Differenziale e della tecnica P-SBAS, messa a punto dai ricercatori dell’IREA, che consente un monitoraggio delle deformazioni nel tempo. E’ stato poi presentato il servizio per la generazione automatica di mappe di spostamento del suolo implementato dall’IREA, che l’Istituto offre al Dipartimento di Protezione Civile a seguito dei maggiori sismi relativi al territorio nazionale, e la sua estensione per analisi di terremoti alla scala mondiale, i cui risultati sono liberamente accessibili online tramite l’infrastruttura di ricerca europea EPOS. Infine, è stata diffusamente presentata l’attività che l’IREA svolge a supporto del DPC per il monitoraggio dei principali vulcani attivi italiani, tra cui, in particolare, i Campi Flegrei.

Con riferimento alla crisi bradisismica in atto, è stato mostrato come l’IREA fornisca periodicamente al DPC e presenti alla Commissione Nazionale per la Previsione e la Prevenzione dei Grandi Rischi mappe e serie temporali di spostamento del suolo e dell’ambiente costruito dell’area. Queste informazioni, assieme alle osservazioni effettuate dall’INGV e dagli altri Centri di Competenza, consentono un monitoraggio continuo nel tempo e su larga scala dell’area.

Il dott. Kishore e l’ing. Rossi hanno mostrato grande interesse per le attività illustrate, ponendo diverse domande a riguardo e alimentando, anche grazie al contributo della dott.ssa Cardaci, una discussione che è stata molto fruttuosa.

Questa visita conferma l'importanza della cooperazione internazionale nella gestione del rischio di catastrofi e mette in luce il valore della ricerca scientifica avanzata come strumento essenziale per proteggere le comunità vulnerabili e costruire un futuro più sicuro per tutti.

 

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Collelongo collage

Il progetto RiViVe – Perspectives for rethinking biodiversity in a transdisciplinary and collaborative way ha conquistato il premio come miglior poster nella categoria "Ricerche collaborative NBFC" durante il Forum nazionale della biodiversità, tenutosi lo scorso maggio all’Università di Milano-Bicocca. Selezionato tra oltre 250 contributi, il poster è stato premiato dagli spoke leader del National Biodiversity Future Center (NBFC) per la qualità scientifica, l’efficacia comunicativa e l’impatto visivo.

RiViVe, ideato nell’ambito dello Spoke 7 del NBFC e coordinato da CNR-IREA, propone un approccio innovativo e transdisciplinare alla biodiversità, mettendo in dialogo ecologi, artisti, antropologi, scienziati sociali e comunità locali. L’obiettivo è superare i confini tra discipline e costruire conoscenze condivise, radicate nei territori e nei loro saperi, per affrontare in modo collaborativo le sfide connesse alla perdita di biodiversità ma anche, e soprattutto, di valorizzazione della sua ricchezza.

La prima edizione del Laboratorio Residenziale “RiViVe – Ripensare la diversità del vivente” si terrà dal 13 al 18 ottobre 2025 a Collelongo (L’Aquila), nel cuore del Parco Nazionale d’Abruzzo, Lazio e Molise: una cornice di straordinaria ricchezza ecologica e uno dei siti della Rete di Ricerca Ecologica a Lungo Termine (LTER Italia). Collelongo è un territorio vivo, custode di antiche faggete e saperi locali, ideale per ospitare percorsi di ricerca e formazione basati sull’integrazione tra saperi scientifici, culturali e locali.

Con oltre 80 candidature già ricevute, RiViVe si prepara a diventare un progetto pilota del “Biodiversity Gateway”, che sarà anche parte dell’eredità del NFBC dopo il 2026, e a dare vita a una rete diffusa di Ambassadors pronti a promuovere consapevolezza ecologica, attivismo e ricerca responsabile.

Un’occasione unica per contribuire alla costruzione di un futuro in cui scienza e società si incontrano davvero.

Oltre a IREA, che coordina la proposta, partecipano al processo co-creativo di RiViVe altri istituti CNR (IBE, IRSA, ISMAR), la Rete LTER Italia ed altri Enti: Fondazione Pianpicollo Selvatico ETS; Associazione Nazionale Musei Scientifici; Gruppo Educazione Musei Scientifici; Consiglio per la ricerca in agricoltura e l’analisi dell’economia agraria (CREA), Università Ca’ Foscari di VeneziaCentre for Environmental Humanities (Centro NICHE).

Gli autori del poster premiato: Alba L’Astorina (CNR – IREA), Amelia De Lazzari e Alessandra Pugnetti (CNR – ISMAR), Diego Fontaneto (CNR - IRSA), Giorgio Matteucci e Nicola Vuolo (CNR – IBE), Alice Benessia, Andrea Caretto e Raffaella Spagna (Pianpicollo Selvatico), Nicola Margnelli (ANMS - Uni Roma Torvergata), Roberta Raffaetà (Università Ca’ Foscari di Venezia-Centro NICHE), Alessandro Campanaro e Alice Lenzi (CREA).

 


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BioelngineeringÈ stato recentemente pubblicato il volume stampato dello Special Issue intitolato Electric, Magnetic, and Electromagnetic Fields in Biology and Medicine: From Mechanisms to Biomedical Applications: 2nd Edition, edito dalla rivista scientifica internazionale Bioengineering (MDPI).

Il numero speciale raccoglie 14 articoli scientifici, selezionati attraverso peer review, focalizzati in particolare sulle applicazioni terapeutiche e diagnostiche dei campi elettromagnetici (CEM). I contributi offrono una panoramica dell'ampio spettro di applicazioni consolidate e potenziali dell'elettromagnetismo in campo biomedico.

Lo Special Issue è stato curato, in qualità di Guest Editors, dalla Dott.ssa Stefania Romeo e dalla Dott.ssa Anna Sannino, ricercatrici del CNR-IREA. Nell’editorial introduttivo le curatrici presentano diversi approcci rivolti al miglioramento di aspetti tecnici specifici legati allo sviluppo di tecnologie basate sui CEM, che spaziano da studi in vitro e sull'uomo, alla modellazione numerica per l'ottimizzazione di tecniche diagnostiche o terapeutiche. Nel complesso, il volume presenta una overview delle applicazioni attuali e future dell'elettromagnetismo nel settore biomedico quali neurostimolazione, terapia del cancro, rigenerazione tissutale, trattamento del dolore e diagnostica non invasiva.

Il lavoro editoriale e di ricerca delle due curatrici si inserisce nel quadro delle attività del CNR-IREA nell’ambito dello studio dell’interazione tra campi elettromagnetici e sistemi biologici.

Visto il successo di questa seconda edizione, la rivista ha avviato la 3rd Edition dello Special Issue, attualmente aperta alla sottomissione di nuovi contributi. Anche per questa nuova edizione, le Dott.sse Romeo e Sannino sono state confermate nel ruolo di Guest Editors.

La call for papers è consultabile al link: https://www.mdpi.com/journal/bioengineering/special_issues/22Z19R6U62#editors

Scadenza per l'invio dei manoscritti: 31 dicembre 2025.

Il volume dello Special Issue è consultabile al seguente link: https://www.mdpi.com/books/reprint/11246

 


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