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Honorary session EGUMartedì 16 aprile, nell’ambito della EGU General Assembly 2024, si terrà una Sessione d'Onore in Memoria della nostra collega Mariarosaria Manzo, scomparsa prematuramente nel 2022.

La sessione si ispira alle tematiche che hanno caratterizzato la ventennale attività di ricerca di Mariarosaria Manzo, che si è concentrata sull’utilizzo dei dati del radar ad apertura sintetica (SAR) per lo studio delle deformazioni della superficie terrestre attraverso l’applicazione della tecnica di interferometria SAR differenziale (DInSAR) e lo sviluppo di metodi DInSAR avanzati focalizzati sulla generazione di serie temporali di deformazione, come l'approccio Small BAseline Subset (SBAS).

La sessione vuole dunque ricordare l’eredità che Mariarosaria ha lasciato. Intelligenza, competenza, passione, coraggio, equilibrio, fermezza, gentilezza, determinazione e dolcezza hanno lasciato un'impronta indelebile nelle persone con cui ha collaborato.


 

 

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Mercoledì, 20 Marzo 2024 15:57

L'IREA al Mediterranean Aerospace Matching 2024

MAM24L'IREA, sezione di Bari, partecipa al Mediterranean Aerospace Matching 2024 (MAM'24) che si svolge dal 20 al 22 marzo presso l’aeroporto di Grottaglie (Ta).

MAM'24 è la seconda edizione di una convention internazionale per l'industria aerospaziale e della mobilità aerea avanzata, con un focus sull'area del Mediterraneo. Nei tre giorni dell'evento si riuniranno esperti nazionali e internazionali del settore, nonché PMI, start-up, giovani studenti e professionisti, per discutere le prossime sfide nei settori della mobilità aerea avanzata e dei sistemi di trasporto spaziale e tracciare nuove prospettive nel campo degli aerei senza pilota e dei servizi aerei innovativi.

Sarà un'occasione per parlare dell’esperienza pluridecennale sviluppata dai ricercatori dell'IREA nell’osservazione della terra da remoto, per mostrare i servizi innovativi sviluppati nell’ambito di svariati progetti nazionali ed internazionali e per presentare le nuove prospettive di ricerca legate alla diffusione dell’uso dei droni.
 

 

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Martedì, 12 Marzo 2024 10:51

13° EARSeL Forest Fire Workshop

13 forest fires wotrkshop text imageIl 19-20 settembre 2024 si terrà a Milano, presso l’Area Territoriale di Ricerca di Milano 1 (AdRMi1), il 13° workshop EARSeL sugli incendi boschivi dal titolo “Remote Sensing of Forest Fires: Lessons learned and future challenges under a changing climate”.

Nei due giorni dedicati alla tematica del monitoraggio degli incendi con dati di Osservazione della Terra in tutte le sue fasi (e.g. rischio e pericolo, previsione, impatti, emissioni) si riuniranno scienziati, esperti di settore, enti locali, manager, nazionali ed internazionali coinvolti nella previsione ed monitoraggio degli incendi boschivi e dei loro impatti sulla biosfera nel quadro della crisi climatica e dei cambiamenti climatici attesi.

Il workshop è organizzato in un’unica sessione plenaria orale e una sessione poster.

La sottomissione degli abstract è aperta fino al 31 marzo 2024 a questo link


 

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Figura VulcanoAnalizzando dati satellitari avanzati e segnali sismici, un team di ricercatori dell’Istituto Nazionale di Geofisica e Vulcanologia (INGV) e dell’Istituto per il Rilevamento Elettromagnetico dell'Ambiente del Consiglio Nazionale delle Ricerche di Napoli (CNR-IREA) ha tracciato la mappa della sorgente vulcanica dell’isola di Vulcano, e delineato chiaramente le implicazioni di questa scoperta per la sicurezza dell'area. Lo studio, pubblicato sulla rivista Geophysical Research Letters, ha fornito risultati che rappresentano un fondamentale punto di partenza per valutazioni future della pericolosità vulcanica dell’isola.

“L'Isola di Vulcano, patria dell'imponente ‘La Fossa’, ha suscitato attenzione a partire da settembre 2021, manifestando segni di riattivazione vulcanica. Il nostro studio, focalizzato su dati InSAR (Interferometria radar satellitare) e GNSS (sistema satellitare globale di navigazione), ha esplorato questa dinamica, localizzando la sorgente, valutandone le caratteristiche e impatto sulla pericolosità vulcanica” spiega Federico Di Traglia, ricercatore dell’Osservatorio Vesuviano dell’INGV e primo autore dell’articolo.

Il focus principale dello studio è stato la comprensione della riattivazione vulcanica e la stima della pericolosità associata. “Analizzando i dati satellitari InSAR e i segnali sismici, abbiamo identificato la sorgente, posizionata a 500 mt sotto l'area craterica di Vulcano, operante tra luglio e dicembre 2021”, aggiunge Valentina Bruno, ricercatrice dell’Osservatorio Etneo dell’INGV e coautrice dell’articolo. “Utilizzando serie temporali InSAR e dati GNSS da Sentinel 1 e dell’Osservatorio Etneo dell’INGV (INGV–OE), abbiamo localizzato e valutato l'evoluzione della sorgente. Gli eventi VLP (Very Long Period, eventi sismici legati alla pressurizzazione dei fluidi nel sistema idrotermale di Vulcano), riscontrati tra luglio e dicembre 2021, hanno supportato l'aumento della dilatazione dell'area vulcanica e sono stati associati al sistema idrotermale sotto il cono de La Fossa".

L'analisi ha ricondotto l'attività del 2021 a manifestazioni vulcaniche legate alla pressione interna del sistema idrotermale, simili a quelle del 1970. “Il lavoro delinea un quadro periferico di pericolosità, focalizzandosi sulle esplosioni freatiche e limitando le valutazioni attuali a tali scenari. I prossimi passi saranno indirizzati allo studio delle proprietà elastiche delle rocce del cono de La Fossa per valutare i livelli di pressione necessari per esplosioni freatiche, aprendo una nuova frontiera nella comprensione e nella prevenzione di potenziali rischi vulcanici”, conclude Francesco Casu, dirigente di ricerca del Cnr-Irea.
 
La ricerca pubblicata ha una valenza essenzialmente scientifica, priva al momento di immediate implicazioni in merito agli aspetti di protezione civile, rappresentando un contributo potenzialmente utile in futuro per affinare gli strumenti di previsione e prevenzione di protezione civile. Al momento i risultati della ricerca non hanno alcuna implicazione diretta su misure che riguardano la sicurezza della popolazione.
 
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Ascolta l'intervento di Francesco Casu al TGR RAI "Leonardo" (dal min. 8)
 

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Eruzione TajogaiteUn team internazionale di ricercatori dell'Istituto per il Rilevamento Elettromagnetico dell’Ambiente (CNR-IREA) di Napoli e dell’Instituto Volcanológico de Canarias (INVOLCAN) di Tenerife (Spagna) ha recentemente pubblicato uno studio innovativo sulla più grande eruzione storica mai registrata a La Palma, una delle isole Canarie, avvenuta il 19 settembre 2021. L'eruzione di Tajogaite ha suscitato interesse non solo per i suoi impatti immediati, ma anche per la rilevante quantità di informazioni utili a fini scientifici che sono state ottenute.

Lo studio, pubblicato sulla prestigiosa rivista Scientific Report, ha esaminato dettagliatamente gli otto giorni precedenti e i primi dieci giorni dell'eruzione, rivelando elementi non noti sulla dinamica ed evoluzione del vulcanismo dell’isola.

“Il preludio dell'eruzione è durato 8 giorni ed è stato caratterizzato da segnali precursori manifestatisi a partire dall'11 settembre 2021”, spiega Luca D’Auria, Geofisico e Direttore dell’Area di sorveglianza vulcanica di INVOLCAN. “La sismicità, con migrazione verso ovest e verso la superficie degli ipocentri”, prosegue D’Auria, “ha anticipato l’insorgere dell’imminente evento eruttivo”.

Le stazioni GPS-GNSS permanenti, attive sul lato occidentale dell'isola, hanno altresì registrato, a partire dal 12 settembre, deformazioni del suolo superiori a 15 cm, offrendo indicazioni di rilievo sulla evoluzione della pressione magmatica sottostante. Dopo l’inizio dell’eruzione, le deformazioni del suolo hanno poi raggiunto il picco massimo il 22 settembre, mostrando nei mesi successivi una tendenza alla deflazione. In particolare, le osservazioni realizzate hanno mostrato che Il 27 settembre l'eruzione ha subito una pausa di alcune ore attribuita a un collasso temporaneo del sistema di alimentazione superficiale lungo il sistema di fratturazione attivo.

Per comprendere appieno la dinamica del vulcano, il team di ricercatori ha utilizzato serie temporali GPS-GNSS e dati satellitari della costellazione Europea Sentinel-1, esaminando orbite ascendenti e discendenti. La geometria risultante della sorgente ha rivelato un dicco, ossia una struttura magmatica instrusiva subverticale, spazialmente articolato piegato verso est. Nello specifico, il suddetto sistema di alimentazione ha condizionato l'ascesa del magma lungo due rami principali mostrando una stretta correlazione con la sismicità pre-eruttiva, ed è stata anche influenzata dalla presenza di uno strato duttile e termicamente anomalo al di sotto del vulcano. Analisi approfondite hanno rivelato anche deformazioni superficiali precoci attribuite agli effetti di fluidi idrotermali ascendenti.

Questi risultati sottolineano l'importanza di modellazioni avanzate per la comprensione dei processi pre-eruttivi nei complessi vulcani basaltici. “L'analisi geodetica realizzata” afferma il geofisico Pietro Tizzani, primo ricercatore del CNR-IREA, “ha dimostrato il grande potenziale di questa tecnica nello studio dei processi di ascesa del magma”.

I ricercatori coinvolti nello studio hanno concluso che questi risultati forniscono prove della complessità dei processi di propagazione della fratturazione e dei cambiamenti temporali nel sistema di alimentazione superficiale di un vulcano, aprendo nuove prospettive per la comprensione e la mitigazione dei rischi legati alle future eruzioni.

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In figura: Modello schematico della dinamica del sistema di alimentazione magmatica (Volcano Plumbing System). Le stelle arancioni rappresentano la posizione della bocca vulcanica rispetto ai giorni che hanno preceduto l'eruzione. I simboli del vulcano invece rappresentano la posizione effettiva dell'attuale bocca vulcanica. Le frecce gialle rappresentano le direzioni di risalita del magma, mentre la freccia verde indica l'incipiente collasso del serbatoio di magma. Le linee tratteggiate blu rappresentano il limite del confine reologico del sistema in esame.
 

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Venerdì, 17 Novembre 2023 15:59

L'Irea a Futuro Remoto 2023

futuro remoto 23

Anche quest’anno l’IREA sarà presente a Futuro Remoto, la prima manifestazione europea di diffusione della cultura scientifica e tecnologica giunta ormai alla XXXVII edizione, che affronterà il tema “INTELLIGENZE” illustrando la molteplicità delle forme intellettive ormai riconosciute dalla ricerca, dall’intelligenza delle piante fino alla sfida dell’intelligenza artificiale.

Insieme ad altri Istituti della rete CREO (Campania REte Outreach) del CNR (ICB, IEOS, INO, STEMS, e IGB) e all’Istituto Tecnico Industriale “Augusto Righi” di Napoli, le ricercatrici del BIO-Lab dell’IREA, Olga Zeni, Stefania Romeo, Anna Sannino e Mariateresa Allocca, hanno realizzato una Escape room a tema scientifico dal titolo “Intelligenze CREOattive: in gioco alla scoperta delle intelligenze biologiche e tecnologiche!”

I visitatori che vorranno mettersi alla prova riceveranno una serie di informazioni sugli ultimi risultati della ricerca riguardo le strategie evolutive operanti a tutti i livelli di complessità della vita e le soluzioni sviluppate dai ricercatori per sfruttare o intervenire su questi aspetti. Comprenderanno come le cellule di mammifero sono in grado di reagire all’esposizione ai campi elettromagnetici non ionizzanti, che tanta preoccupazione destano nella popolazione per i rischi che possono arrecare alla salute, attivando meccanismi adattativi che le rendono più forti nei confronti degli effetti dannosi di agenti fisici e chimici. Conosceranno poi nuovi prodotti e materiali, talvolta ispirati a modelli biologici e naturali, dotati di maggiore flessibilità d’uso e sostenibilità ambientale/energetica di quelli tradizionali.

A questo punto si potrà partecipare a una gara contro il tempo, organizzandosi in squadre, per completare un percorso, risolvendo giochi, enigmi ed eseguendo esperimenti basati sulle conoscenze appena acquisite.

Vi aspettiamo dal 21 al 23 novembre, per imparare divertendosi.

Il CNR è qui: gli eventi del CNR alla 37a edizione di Futuro Remoto

 



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Futuro Remoto 2022

L’Irea partecipa a Futuro Remoto, la storica manifestazione organizzata da Città della Scienza di Napoli, che si terrà dal 22 al 27 novembre con oltre 200 eventi dedicati al tema Equilibri.

I ricercatori dellIstituto per il Rilevamento Elettromagnetico dell’Ambiente del Consiglio Nazionale delle Ricerche condurranno i visitatori in magnifici ambienti di realtà virtuale in ognuno dei quali scopriranno una declinazione della parola “Equilibri” legata alle sue attività di ricerca, dal telerilevamento a microonde al bioelettromagnetismo e alla diagnostica elettromagnetica, tra satelliti e misurazioni di campi elettromagnetici in un viaggio che, partendo dall’analisi del lontano passato, attraversa il presente e guarda al futuro.

Terremoti, eruzioni vulcaniche, fenomeni di dissesto idrogeologico ci ricordano continuamente che la Terra è in continua ricerca di un suo equilibrio e va monitorata con continuità. I sensori montati a bordo di satelliti o utilizzati a terra ci aiutano a comprendere il dinamismo terrestre e acquatico e come esso evolve con lo scorrere del tempo. Un sistema in equilibrio è anche quello che descrive l’interazione tra i campi elettromagnetici e i sistemi viventi: una perturbazione di tale equilibrio può portare a effetti avversi, che possono essere evitati fissando dei limiti all’esposizione, ma anche ad effetti benefici, grazie al loro utilizzo in applicazioni terapeutiche. Equilibri tra geometrie variabili è ciò che descrive poi il rapporto tra umanità e ambiente nei secoli grazie all’analisi non invasiva dei reperti del passato.

L’evento proposto, dal titoloriCREO Equilibri: Un viaggio virtuale per comprendere gli equilibri dinamici tra i campi elettromagnetici e l'ambiente, la salute e l'arte”, in programma il il 22, 23 e 24 novembre, è stato ideato allo scopo di coinvolgere il pubblico di tutte le età, per imparare divertendosi.

"riCREO Equilibri" è il denominatore comune delle iniziative proposte dai ricercatori di CREO - CampaniaREteOutreach, la rete di divulgazione scientifica degli Istituti campani del Consiglio Nazionale delle Ricerche a cui appartiene anche l’Irea. Attraverso l’impegno, l’inventiva e la collaborazione dei ricercatori afferenti agli istituti coinvolti nelle attività per questa edizione di Futuro Remoto, la rete CREO si popone di coinvolgere il pubblico sulle tematiche di attualità proposte e di stimolare un dialogo vivace e costruttivo con l’obiettivo di rafforzare il legame tra scienza e società.

In che modo la ricerca e l’innovazione spingeranno il “sistema pianeta” verso nuovi equilibri secondo un modello di sviluppo sostenibile? Dinanzi alle sfide globali con cui siamo chiamati a confrontarci di continuo e con uno sguardo verso il futuro, i ricercatori di CREO si metteranno letteralmente “in gioco”. I temi proposti saranno affrontati attraverso un approccio di educazione informale e multidisciplinare, che si avvale delle qualificate competenze in materie quali la chimica, l’ingegneria, la biologia, la fisica, la matematica, la medicina, le scienze della vita e lo sviluppo sostenibile.

L’Irea ha collaborato anche alla realizzazione della mostra Spazio che sarà visitabile anche dopo la conclusione della manifestazione e fino al al 31 luglio 2023. L’immagine di un interferogramma, ottenuto utilizzando la tecnica di interferometria satellitare del Radar ad apertura sintetica, porterà i visitatori a scoprire l’evoluzione del monitoraggio di uno dei siti più affascinanti e interessanti del mondo: l’area vulcanica campana.

 



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Martedì, 08 Novembre 2022 10:39

Misurare il contenuto idrico del suolo dallo spazio

mappa contenuto idrico mediterraneo

Misurare la contenuto idrico del suolo, ossia il contenuto d'acqua nel terreno, è essenziale per ridurre i rischi di conseguenze negative per la vita e la salute umana, l’ambiente, l’attività economica e le infrastrutture, connesse con le alluvioni nonché per prevedere un periodo di siccità. La misura dell'umidità del suolo è poi fondamentale per la pianificazione degli interventi di irrigazione dei campi agricoli.

Il telerilevamento a microonde è la principale sorgente d’informazioni a larga scala di contenuto idrico della superficie dei suoli che è una variabile climatica essenziale in quanto svolge un ruolo importante nello scambio di massa ed energia tra la superficie terrestre e l'atmosfera. Elaborando le immagini satellitari con algoritmi specifici, infatti, è possibile ottenere informazioni rilevanti sullo stato di salute della Terra.

E’ questo uno dei settori in cui sono concentrate da anni le attività di ricerca dell’IREA. In questo ambito i ricercatori della sede di Bari hanno sviluppato un prodotto in fase finale di ottimizzazione derivato dai dati radar acquisiti dai satelliti Sentinel S-1 appartenenti alla costellazione del  programma europeo Copernicus di osservazione della Terra. Il prodotto fornisce la misura del contenuto idrico medio del suolo in 1 km2 ogni 6-12 giorni per il bacino del Mediterraneo. Inoltre, integrando i dati provenienti dai Sentinel S-2 è possibile fornire maggiori dettagli in termini spaziali, cioè misurare l’acqua nel suolo a livello dei singoli campi agricoli.

A questa attività di ricerca è dedicato un articolo firmato da Anna Balenzano, Ricercatrice dell’IREA-CNR, pubblicato il 5 novembre 2022 dalla Gazzetta del Mezzogiorno.

Vai a questo link per leggere l’articolo

 



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Il terremoto di magnitudo 6,8 che ha colpito il sud del Marocco l’8 settembre 2023 (22:11:00 UTC), ha provocato uno spostamento massimo del suolo di circa 18 cm lungo la linea di vista del satellite e un minimo di circa -5 cm. (Figura 1). La misura della deformazione è stata ottenuta grazie a un sistema automatico di elaborazione sviluppato da un team di ricercatori del CNR-IREA e dell’INGV nell’ambito del Satellite data thematic core service dell’infrastruttura di ricerca EPOS (European Plate Observing System) applicando la tecnica dell'Interferometria differenziale radar ad apertura sintetica (DInSAR) ai dati acquisiti dal satellite europeo Sentinel-1A durante l'evento.

Morocco earthquake displacement map

Figura 1: Mappa di spostamento del suolo in Marocco a seguito del terremoto dell'8 settembre 2023 ottenuta utilizzando la coppia di dati discendenti Sentinel-1. La stella bianca indica la posizione dell'epicentro di Mw 6,8

Il sistema, che viene attivato da un evento sismico, genera automaticamente una mappa dello spostamento superficiale del suolo attraverso il servizio EPOSAR. Il risultato viene immediatamente condiviso con la comunità scientifica attraverso il portale dati EPOS per ulteriori analisi. Successivamente la mappa di spostamento viene ulteriormente elaborata automaticamente dal sistema per ottenere informazioni sulla sorgente sismica che ha originato il terremoto, che in questo caso è risultata essere una faglia inversa che si immerge verso Nord con uno scorrimento massimo di circa 1,7 m, come mostrato in Figura 2.

Grazie al sistema di elaborazione automatica sviluppato è ora possibile gettare nuova luce su fenomeni drammatici come il terremoto del Marocco fornendo preziose indicazioni scientifiche sia agli scienziati che alle attività di prevenzione dei rischi.

Le informazioni sulla sorgente sismica sono disponibili sul sito dell'INGV e saranno presto integrate nel portafoglio di prodotti di EPOS. L'implementazione del sistema descritto è stata oggetto di una recente pubblicazione realizzata grazie al lavoro congiunto di ricercatori CNR-IREA e INGV.

 

 
Morocco earthquake seismic sourceFigura 2: Distribuzione dello spostamento della faglia ottenuto dai dati DInSAR

 

 Ringraziamenti

L’attività è stata condotta nell’ambito dell’Infrastruttura di Ricerca EPOS (European Plate Observing System) e dell’Accordo IREA – DPC 2022-2024. I dati Sentinel-1 sono stati forniti attraverso il programma Copernicus dell'Unione Europea.

 

 
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BaricodeNell’ambito delle celebrazioni per i 100 anni CNR, si è svolta a Bari, dal 23 al 25 ottobre, la prima edizione del Festival Scientifico Cittadino “BARIcode”. Il nome scelto per la manifestazione, evocativo di Bar-code, il codice a barre, fa riferimento a un nuovo codice culturale delle scienze e delle arti, in un rapporto di scambio e dialogo con la società realizzato attraverso attività di divulgazione della scienza, trasferimento di conoscenza e generazione di impatto sul territorio.

L’iniziativa ha compreso attività ed eventi diversificati e diffusi che vanno da laboratori nelle scuole elementari a incontri di divulgazione, da mostre e concerti a salotti letterari. 

ll tema scelto per BARIcode – Edizione zero è stato l’albero come simbolo universale della vita e come metafora di qualsiasi sistema radicato in un territorio che si nutre, si sviluppa e rinnova l’ambiente in cui vive.

Il CNR-IREA (Istituto per il Rilevamento Elettromagnetico dell'Ambiente) ha contribuito alla manifestazione organizzando e coordinando i Laboratori Didattici “Mettiamo Radici”, tenuti da ricercatori dei numerosi Istituti CNR presenti in città e indirizzati agli alunni delle scuole primarie distribuite nell’area comunale di Bari con la finalità di avvicinare i bambini al mondo della ricerca scientifica attraverso esperienze pratiche guidate dai ricercatori CNR. Al termine delle attività nel cortile di ciascuna scuola sono stati piantati degli alberi come simbolo universale della vita.

Inoltre, i ricercatori dell’IREA Anna Balenzano, Antonella Belmonte, Annarita D’Addabbo e Davide Palmisano, hanno animato il Laboratorio “Dalla Terra e dal cielo: interpretare le immagini del pianeta Terra acquisite dallo spazio”, una serie di attività ludico-didattiche per avvicinare i piccoli studenti al concetto di Osservazione della Terra.

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