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premio Balzirai 2022 Palmeri

Nel corso della XXIV Riunione Nazione di Elettromagnetismo (RiNEm), tenutasi a Catania dal 18 al 21 Settembre 2022, Roberta Palmeri, ricercatrice presso l’Istituto per il Rilevamento Elettromagnetico dell’Ambiente del Consiglio Nazionale delle Ricerche, ha ricevuto il Premio Barzilai, il prestigioso riconoscimento conferito dalla SIEm (Società Italiana di Elettromagnetismo) al migliore lavoro proposto alla Riunione da giovani ricercatori di età inferiore ai 35 anni.

Il premio è stato assegnato per il lavoro dal titolo A new phaseless and sparsity-promoting approach to array faults diagnosis from near-field measurements , in collaborazione con l’Università Mediterranea di Reggio Calabria e l’Università della Calabria, nel quale si propone un nuovo approccio per la diagnostica di guasti in schiere di antenne da misure di sola intensità del campo radiato in zona vicina.

Il metodo proposto, che sfrutta il paradigma del Compressive Sensing per la riduzione del numero di misure necessarie a rilevare la presenza e la collocazione dei guasti, è stato validato anche sperimentalmente per la rilevazione di guasti on-off su un array lineare.

 



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Interferogramma sisma Turchia

A seguito dei due eventi sismici del 6 febbraio 2023 che hanno sconvolto il Sud-Est della Turchia ed il Nord della Siria provocando decine di migliaia di vittime e causando danni incalcolabili, un team di ricercatori della sede di Napoli dell’Istituto per il Rilevamento Elettromagnetico dell’Ambiente del Consiglio Nazionale delle Ricerche (IREA-CNR) ha rilevato il campo di deformazione superficiale da essi indotto applicando la tecnica della Interferometria SAR Differenziale (DInSAR). Ciò è stato possibile grazie ad un sistema sviluppato dall’IREA-CNR nell’ambito delle attività dell’infrastruttura di ricerca Europea EPOS (European Plate Observing System) per lo studio della Terra solida. Tale sistema permette di generare prodotti DInSAR in maniera automatica a seguito di eventi sismici di particolare rilevanza.

In particolare, è stato generato un interferogramma del sisma (co-sismico, vedi Figura) analizzando le immagini radar del sensore Europeo Sentinel-1A che opera alla lunghezza d’onda di circa 5.6 cm nella banda C delle microonde. Le immagini sono state acquisite il 28 Gennaio ed il 9 Febbraio 2023. A ciascuna “frangia” dell’interferogramma in Figura, ossia ad ogni ciclo di colore, corrisponde uno spostamento nella linea di vista del sensore (denominata LOS, acronimo dell’inglese “line of sight”) di circa 2.8 cm, pari alla metà della lunghezza d’onda utilizzata. L’area investigata si estende per 130.000 Km2 di cui circa 35.000 sono affetti da significativi fenomeni deformativi testimoniati dalla presenza di frange interferometriche che in molte zone sono estremamente fitte (vedi lo zoom in Figura) a causa degli spostamenti, anche di vari metri, causati dagli eventi sismici.

Nei prossimi giorni sono attese nuove immagini del sensore Sentinel-1A, riprese da differenti orbite, che permetteranno ulteriori analisi. Inoltre, una serie di acquisizioni di immagini radar effettuate dai sensori radar della costellazione argentina SAOCOM-1, operante nella banda L delle microonde con circa 23 cm di lunghezza d’onda, sono già state programmate in collaborazione con le Agenzie Spaziali Italiana e Argentina. Esse consentiranno di estendere ulteriormente i risultati ottenuti grazie alle analisi basate sui dati Sentinel-1A. 

I risultati generati saranno resi disponibili attraverso il portale EPOS

I dati Sentinel-1 sono stati forniti attraverso il programma Europeo Copernicus

In Figura: Interferogramma co-sismico Sentinel-1 relativo alle acquisizioni del 28 Gennaio e del 9 Febbraio 2023 effettuate lungo orbite ascendenti; nell’immagine di a destra è mostrato uno zoom relativo all’area corrispondente al box nero. Le stelle bianche indicano la posizione degli epicentri dei due eventi simici di magnitudo 7.8 e 7.5 avvenuti il 6 Febbraio 2023. 
 

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ottica-fotonica

Il 16 maggio, anniversario della realizzazione del primo laser al mondo da parte di T.H. Maiman nel 1960, si celebra la Giornata Internazionale della Luce, proclamata a partire dal 2015 dall'UNESCO con l'obiettivo di promuovere il ruolo centrale della luce e delle tecnologie basate su di essa nella scienza, nella cultura, nell'educazione e nello sviluppo economico sostenibile.

La Comunità Europea riconosce come tecnologie abilitanti fondamentali quelle basate sulla luce per realizzare gli obiettivi sostenibili d’interesse generale per l’ambiente, la cura e il benessere della popolazione. Per questo motivo, alcuni tra i principali poli di ricerca del CNR (Trento, Trieste, Milano, Firenze, Napoli, Lecce), in collaborazione e con il patrocinio della Società Italiana di Ottica e Fotonica (SIOF), hanno organizzato un evento di divulgazione in contemporanea, diffuso sul territorio nazionale da nord a sud, con lo scopo di sensibilizzare i cittadini e le istituzioni locali alla conoscenza delle innumerevoli possibilità offerte dalle tecnologie basate sulla luce e sviluppate nei laboratori delle sedi CNR e celebrare la storia dell’ottica e della fotonica nel centenario del Consiglio Nazionale delle Ricerche.

Presso l’Area di Ricerca Napoli 1, in particolare, i ricercatori degli Istituti del CNR che operano in questo settore in area partenopea, l’Istituto di Scienze Applicate e Sistemi Intelligenti “E. Caianiello” (ISASI), l’Istituto Nazionale di Ottica (INO), l’Istituto per il Rilevamento Elettromagnetico dell’Ambiente (IREA) e l’Istituto di Endocrinologia ed Oncologia Sperimentale “G. Salvatore” (IEOS), racconteranno le loro recenti ricerche mostrando come l’ottica e la fotonica trovino applicazione e stiano trasformando numerosi campi quali le telecomunicazioni, la medicina, il monitoraggio ambientale, la biomimetica, i beni culturali. 

Tali Istituti sono stati sempre molto attivi nel campo dell’ottica e della fotonica, proponendo studi innovativi che hanno avuto negli anni notevole impatto sulla società.

La mattinata si concluderà con la premiazione del concorso fotografico sul tema “La luce del passato illumina il futuro”, che presenterà scatti inediti sulla bellezza della luce nella quotidianità. Il vincitore riceverà un simbolico premio, ovviamente di natura scientifica.

Vedi il programma della giornata

INIZIO 16 Mag 2023 ore 09:30

FINE 16 Mag 2023 ore 12:00

DOVE Via Pietro Castellino, 111, Napoli NA



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nextgem zeni

Si sono appena conclusi il terzo Plenary Meeting ed il secondo Technical Workshop del progetto NextGEM (Next Generation Integrated Sensing and Analytical System for Monitoring and Assessing Radiofrequency Electromagnetic Field Exposure and Health), finanziato dalla Commissione Europea nell’ambito del programma Horizon Europe, che vede coinvolto il gruppo di Bioelettromagnetismo dell’IREA.

I due incontri, tenutisi a Napoli il 9 e il 10 maggio presso la sede del CNR-STEMS, sono stati l’occasione per presentare le attività svolte finora nell’ambito del progetto e sviluppare ulteriormente sinergie tra i partners delle 20 istituzioni coinvolte per il raggiungimento dei suoi obiettivi.

Scopo di NextGEM è sviluppare linee guida per i cittadini e le autorità pubbliche riguardo l’esposizione ai campi elettromagnetici (CEM) e fornire un accesso rapido e affidabile alle conoscenze scientifiche rilevanti sull’argomento. L’adozione di nuove tecnologie per le telecomunicazioni, quali il 5G, richiede infatti studi approfonditi e l’aggiornamento delle evidenze scientifiche sui potenziali rischi per la salute dei campi elettromagnetici.

Il progetto NextGEM risponde a questa esigenza combinando la dimensione di ricerca scientifica con quella più propriamente tecnologica. La prima è volta a una stima degli effetti dell’esposizione ai CEM attraverso studi sperimentali sull’uomo, su piccoli organismi e su cellule in coltura. La seconda è volta alla definizione di metodologie e criteri di qualità per la valutazione dell’esposizione ai campi elettromagnetici, i rischi per la salute ed i meccanismi di interazione.

NextGEM mira inoltre a realizzare una comunicazione adeguata ed efficace che possa migliorare la consapevolezza tra le autorità, i cittadini e gli stakeholders contrastando la disinformazione su questo tema.
 
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Lo scorso 2 marzo si è svolta la cerimonia di premiazione del Premio tesi IEEE-GRS29-Italy 2022. Il concorso, organizzato anche quest’anno congiuntamente dai Chapter IEEE Geoscience Remote Sensing Central-North Italy (GRS29-CNI) e South Italy (GRS29-SI), ha visto la premiazione delle tre migliori tesi di dottorato e delle tre migliori tesi di laurea magistrale su tematiche di geoscienze e telerilevamento discusse nel periodo dal 1° giugno 2021 al 31 maggio 2022. Tra i candidati di quest’anno, è risultato vincitore Davide Palmisano, assegnista di ricerca presso la sede IREA di Bariper la tesi di dottorato dal titolo “Time series analysis of synthetic aperture radar data for surface soil moisture retrieval at high resolution”, svolta presso l'IREA e discussa all’Università di Roma Sapienza nel febbraio 2022.

La tesi svolta da Davide ha investigato l’utilizzo di dati radar ad apertura sintetica (SAR) ad alta densità temporale per la stima di umidità superficiale del suolo ad alta risoluzione spaziale. Questa tematica riveste grande interesse scientifico ed applicativo perché contribuisce a migliorare la comprensione del ciclo idrologico e a sostenere applicazioni quali, per esempio, le previsioni meteorologiche e il monitoraggio del rischio legato alle inondazioni e siccità.

La tesi si sviluppa su tre approfondimenti tematici. Il primo riguarda la stima dell’umidità del suolo su superfici agricole attraverso i dati SAR della missione Europea Sentinel-1 acquisiti ad alto angolo di incidenza (maggiore di 40 gradi). L’angolo di incidenza è uno dei parametri che modula la sensibilità dei dati SAR al livello di umidità del suolo. L’attività di Davide in questo contesto è consistita in uno studio sperimentale atto a quantificare la stima dell’umidità del suolo in funzione dell’angolo di incidenza e del tipo di coltura agricola. L’analisi di sensibilità all’umidità è stata ulteriormente investigata nel contesto del progetto internazionale finanziato dall’Agenzia Spaziale Europea (ESA) “SARSense”, organizzato in preparazione della futura missione “ROSE-L”. In questo ambito, Davide ha partecipato alle attività di raccolta ed analisi dei dati della campagna di misure svoltasi sul sito di Selhausen (Germania).

Il secondo aspetto sul quale si è focalizzata la tesi ha riguardato lo sviluppo di una metodologia per la stima di umidità del suolo basata sull’integrazione di informazione SAR di fase ed intensità. La motivazione è la nuova e crescente disponibilità di serie ad alta densità temporale di dati SAR, la quale rende possibile lo sviluppo di approcci di integrazione di dati SAR coerenti ed incoerenti.

Un terzo pilastro dello studio ha riguardato la quantificazione dell’accuratezza dei prodotti SAR di umidità del suolo attraverso misure in situ. In tutto il mondo sono presenti delle reti idrologiche che acquisiscono con continuità temporale la umidità del suolo in situ, la quale viene utilizzata per effettuare la validazione delle misure derivate da satellite. Con la disponibilità di nuove costellazioni SAR, vari prodotti di umidità del suolo saranno probabilmente disponibili su larga scala e con continuità temporale. Davide ha investigato aspetti legati allo sviluppo di protocolli di validazione adatti al prodotto SAR, caratterizzato da un’alta risoluzione spaziale.

Attualmente Davide sta continuando la sua attività di ricerca nell’ambito del telerilevamento SAR per la stima di parametri biofisici del suolo.

 

SSM

Sinistra: esempio di mappa di umidità superficiale del suolo (SSM) a ~100 m di risoluzione derivata dall’algoritmo SMOSAR (Soil MOisture retrieval from multi-temporal SAR data). L’immagine rappresenta la stima di SSM all’interno delle parcelle agricole (riportate in nero) di un’area della regione spagnola della Castilla y León, alla data del 17 giugno 2021. Destra: mappa di SSM su un’area più estesa. La regione della Castilla y León è riportata in rosso in alto a sinistra.

 



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Life Gloria

Il 5 aprile 2023, presso la sala Expo dell’Area della Ricerca di Milano, via Corti 12, si terrà l’incontro per la presentazione del volume pubblicato da Springer: “Life in Science - Stories, Opinions and Advice for a New Generation of Scientists”, editors Diego Breviario e Jack A. Tuszynski.

Il volume raccoglie storie, riflessioni e consigli scritti da ventidue esperti ed esperte in vari settori di indagine scientifica. Tra gli autori, che affrontano la questione di cosa significhi fare scienza e quali atteggiamenti e pratiche lavorative che si sono dimostrate efficaci e gratificanti, è presente anche la ricercatrice Gloria Bordogna, Dirigente di Ricerca presso la sede IREA di Milano. L’evento offrirà ai partecipanti l’occasione per conoscere e interloquire dal vivo con alcuni delle autrici e degli autori presenti in sala.

Il libro è rivolto in particolare alle nuove generazioni, ai giovani che sono attratti dalla scienza, che stanno già intraprendendo gli studi universitari o che stanno considerando di fare della scienza la loro professione. Ma si rivela interessante anche per gli scienziati all'inizio della carriera che stanno cercando la loro strada migliore per il successo o per coloro che già da tempo la esercitano.

Springer ha dato spazio a scienziati e scienziate esperti in vari ambiti per descrivere la loro inclinazione originale, come quella disposizione soggettiva ha trovato la sua espressione nel loro modo di fare scienza, se le loro aspettative sono state soddisfatte e quali risultati possono rivendicare. Ma non si limita al successo: gli autori condividono anche i dettagli dei limiti e dei fallimenti che hanno incontrato. Ultimo, ma non meno importante, descrivono come vedono la scienza ora, come pensano che sarà nel prossimo futuro e quali consigli darebbero ai loro colleghi molto più giovani.

L’autrice e ricercatrice Gloria Bordogna, che in IREA si occupata di metodi per la rappresentazione di contenuti testuali, di linguaggi di interrogazione flessibili, di metodi di analisi di informazioni testuali e geografiche su Web e nelle reti sociali, durante l’evento del 5 aprile, ci parlerà del suo contributo al volume: “Ciò che conta davvero non è solo sapere "cosa", "dove" e "quando", ma anche sapere "come"”.

Interverranno: Yaroslav Blume, National Academy of Sciences of Ukraine; Gloria Bordogna, CNR-IREA; Diego Breviario, CNR-IBBA;  Piergiuseppe De Berardinis, CNR-IBBC, Roberto Defez, CNR-IBBR, Ajay Kholi, IRRI Philippines; Patrizia Lavia, CNR-IBPM; Fiorella Lo Schiavo, Università degli studi di Padova; Enzo Martegani, Università di Milano Bicocca; Peter Nick, Karlsruhe  Institute of Technology; Alfonsina Ramundo Orlando, CNR-IFT; Sara Patterson, Wisconsin University; Giuditta Perozzi, Cooperazione Internazionale Ministero Affari Esteri Italia; Paolo Plevani, Università di Milano, Giuliana Rubbia, INGV; Alessandro Vitale, CNR-IBBA

La partecipazione è gratuita previa prenotazione inviando email a: Questo indirizzo e-mail è protetto dallo spam bot. Abilita Javascript per vederlo.

Gli iscritti eccedenti i posti in sala potranno seguire l’evento in live streaming.



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Futuro Remoto 2022

L’Irea partecipa a Futuro Remoto, la storica manifestazione organizzata da Città della Scienza di Napoli, che si terrà dal 22 al 27 novembre con oltre 200 eventi dedicati al tema Equilibri.

I ricercatori dellIstituto per il Rilevamento Elettromagnetico dell’Ambiente del Consiglio Nazionale delle Ricerche condurranno i visitatori in magnifici ambienti di realtà virtuale in ognuno dei quali scopriranno una declinazione della parola “Equilibri” legata alle sue attività di ricerca, dal telerilevamento a microonde al bioelettromagnetismo e alla diagnostica elettromagnetica, tra satelliti e misurazioni di campi elettromagnetici in un viaggio che, partendo dall’analisi del lontano passato, attraversa il presente e guarda al futuro.

Terremoti, eruzioni vulcaniche, fenomeni di dissesto idrogeologico ci ricordano continuamente che la Terra è in continua ricerca di un suo equilibrio e va monitorata con continuità. I sensori montati a bordo di satelliti o utilizzati a terra ci aiutano a comprendere il dinamismo terrestre e acquatico e come esso evolve con lo scorrere del tempo. Un sistema in equilibrio è anche quello che descrive l’interazione tra i campi elettromagnetici e i sistemi viventi: una perturbazione di tale equilibrio può portare a effetti avversi, che possono essere evitati fissando dei limiti all’esposizione, ma anche ad effetti benefici, grazie al loro utilizzo in applicazioni terapeutiche. Equilibri tra geometrie variabili è ciò che descrive poi il rapporto tra umanità e ambiente nei secoli grazie all’analisi non invasiva dei reperti del passato.

L’evento proposto, dal titoloriCREO Equilibri: Un viaggio virtuale per comprendere gli equilibri dinamici tra i campi elettromagnetici e l'ambiente, la salute e l'arte”, in programma il il 22, 23 e 24 novembre, è stato ideato allo scopo di coinvolgere il pubblico di tutte le età, per imparare divertendosi.

"riCREO Equilibri" è il denominatore comune delle iniziative proposte dai ricercatori di CREO - CampaniaREteOutreach, la rete di divulgazione scientifica degli Istituti campani del Consiglio Nazionale delle Ricerche a cui appartiene anche l’Irea. Attraverso l’impegno, l’inventiva e la collaborazione dei ricercatori afferenti agli istituti coinvolti nelle attività per questa edizione di Futuro Remoto, la rete CREO si popone di coinvolgere il pubblico sulle tematiche di attualità proposte e di stimolare un dialogo vivace e costruttivo con l’obiettivo di rafforzare il legame tra scienza e società.

In che modo la ricerca e l’innovazione spingeranno il “sistema pianeta” verso nuovi equilibri secondo un modello di sviluppo sostenibile? Dinanzi alle sfide globali con cui siamo chiamati a confrontarci di continuo e con uno sguardo verso il futuro, i ricercatori di CREO si metteranno letteralmente “in gioco”. I temi proposti saranno affrontati attraverso un approccio di educazione informale e multidisciplinare, che si avvale delle qualificate competenze in materie quali la chimica, l’ingegneria, la biologia, la fisica, la matematica, la medicina, le scienze della vita e lo sviluppo sostenibile.

L’Irea ha collaborato anche alla realizzazione della mostra Spazio che sarà visitabile anche dopo la conclusione della manifestazione e fino al al 31 luglio 2023. L’immagine di un interferogramma, ottenuto utilizzando la tecnica di interferometria satellitare del Radar ad apertura sintetica, porterà i visitatori a scoprire l’evoluzione del monitoraggio di uno dei siti più affascinanti e interessanti del mondo: l’area vulcanica campana.

 



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Martedì, 08 Novembre 2022 10:39

Misurare il contenuto idrico del suolo dallo spazio

mappa contenuto idrico mediterraneo

Misurare la contenuto idrico del suolo, ossia il contenuto d'acqua nel terreno, è essenziale per ridurre i rischi di conseguenze negative per la vita e la salute umana, l’ambiente, l’attività economica e le infrastrutture, connesse con le alluvioni nonché per prevedere un periodo di siccità. La misura dell'umidità del suolo è poi fondamentale per la pianificazione degli interventi di irrigazione dei campi agricoli.

Il telerilevamento a microonde è la principale sorgente d’informazioni a larga scala di contenuto idrico della superficie dei suoli che è una variabile climatica essenziale in quanto svolge un ruolo importante nello scambio di massa ed energia tra la superficie terrestre e l'atmosfera. Elaborando le immagini satellitari con algoritmi specifici, infatti, è possibile ottenere informazioni rilevanti sullo stato di salute della Terra.

E’ questo uno dei settori in cui sono concentrate da anni le attività di ricerca dell’IREA. In questo ambito i ricercatori della sede di Bari hanno sviluppato un prodotto in fase finale di ottimizzazione derivato dai dati radar acquisiti dai satelliti Sentinel S-1 appartenenti alla costellazione del  programma europeo Copernicus di osservazione della Terra. Il prodotto fornisce la misura del contenuto idrico medio del suolo in 1 km2 ogni 6-12 giorni per il bacino del Mediterraneo. Inoltre, integrando i dati provenienti dai Sentinel S-2 è possibile fornire maggiori dettagli in termini spaziali, cioè misurare l’acqua nel suolo a livello dei singoli campi agricoli.

A questa attività di ricerca è dedicato un articolo firmato da Anna Balenzano, Ricercatrice dell’IREA-CNR, pubblicato il 5 novembre 2022 dalla Gazzetta del Mezzogiorno.

Vai a questo link per leggere l’articolo

 



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SI Remote SensingLa rapida crescita di molti indicatori socio-economici (come popolazione, economia, utilizzo dell'acqua, produzione alimentare, trasporti, tecnologia, ecc.) registrata a partire dalla metà del 20° secolo, nota come “La Grande Accelerazione”, si rispecchia nell’impennata quasi simultanea del tasso di crescita dei dati relativi al sistema Terra (temperatura superficiale, acidificazione degli oceani, perdita della foresta tropicale, degrado della biosfera terrestre, ecc.), a testimonianza dell’impatto delle attività umane sull’ambiente e sui suoi ecosistemi.

Per affrontare la sfida scientifica associata ai fenomeni di “Grande Accelerazione” è necessaria la piena integrazione delle migliori metodologie disponibili di osservazione della Terra, combinando il telerilevamento satellitare e i dati in situ per il monitoraggio e la modellazione ambientale e del territorio (aree urbane e infrastrutture).

Lo Special Issue della rivista Remote Sensing "Integration of Space and In-Situ Earth Observing Methodologies for Environmental and Territory Monitoring", che ha tra gli editor Francesco Soldovieri, Direttore dell’IREA, vuole essere uno strumento efficace per promuovere e condividere approcci metodologici e nuove applicazioni basate sull'integrazione delle metodologie di osservazione della Terra multi-sorgente, multisensore e multi-risoluzione per lo studio di problemi ambientali complessi e con grandi impatti sulla società e sulla qualità della vita delle persone.

Accanto a questo, lo Special Issue prenderà in considerazione nuove applicazioni di intelligenza artificiale e metodologie di apprendimento automatico per l'elaborazione e l'analisi dei dati.

Ulteriori informazioni sono disponibili a questo link.

La scadenza per la sottomissione degli articoli è il 31 luglio 2023

 



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ponteVenerdì 28 ottobre, nell’ambito di Innovation Village, la fiera-evento sull’innovazione e la promozione di circuiti collaborativi fra ricerca e imprese, si terrà il convegno “Approcci e tecnologie di monitoraggio delle infrastrutture” a cura dell’Istituto per il Rilevamento Elettromagnetico dell’Ambiente del CNR e Knowledge for Business, in collaborazione con l’Ordine Ingegneri Napoli. L’obiettivo è presentare le soluzioni più recenti della ricerca per affrontare le problematiche più rilevanti della rete infrastrutturale nazionale, chiamando al confronto policy makers, gestori delle infrastrutture di trasporto e ricercatori, anche con l’obiettivo di identificare tecnologie e approcci trasferibili al sistema delle imprese.

La gestione e la protezione del patrimonio infrastrutturale dei trasporti nazionali rappresenta un’esigenza prioritaria per il sistema Paese. Gran parte delle infrastrutture di trasporto, infatti, è ormai avanti negli anni e inizia a manifestare problemi di degrado e danno che ne possono inficiare la funzionalità e la sicurezza. Inoltre, le strutture da monitorare sono numerosissime ed in alcuni casi i dati e le informazioni disponibili non sono sufficienti per un monitoraggio completamente affidabile. Risulta dunque cruciale lo sviluppo di sistemi di monitoraggio e diagnostica capaci di fornire risultati effettivamente utili alla manutenzione efficiente e sostenibile delle strutture esistenti, in linea con quanto previsto dal PNRR in tema di interventi per la sicurezza e la resilienza di ponti e viadotti, utilizzando soluzioni tecnologiche e digitali con l’obiettivo di sviluppare una rete di infrastrutture di trasporto moderna, sostenibile e sicura.

Una possibile soluzione è rappresentata da un approccio semplificato e sistemico, dove la possibilità di un’investigazione di dettaglio di tutte le strutture (non sostenibile da un punto di vista economico e logistico) possa essere sostituita da una approccio in due tempi, con una visione in prima battuta “globale” e da remoto, finalizzata a visualizzare e categorizzare lo stato, l’età e le modalità costruttive, e rilevarne criticità, che viene poi seguita, laddove necessario, da un’indagine di dettaglio che si avvale di strumenti specifici per ottenere informazioni sul tipo di danno a cui è soggetto la struttura sotto investigazione.I risultati delle tecnologie di osservazione vanno assimilati nei modelli strutturali anche ricorrendo a Digital Twins delle strutture campione.

Aprirà la discussione il Direttore del DIITET-CNR Emilio Campana, che parlerà di Digital Twins, modelli computazionali di simulazione; progetti e competenze CNR. Interverranno, tra gli altri, Riccardo Lanari e Francesco Soldovieri, rispettivamente Dirigente di ricerca e Direttore dell’IREA-CNR, presentando gli ultimi risultati relativi allUtilizzo dei dati interferometrici satellitari ai fini dell’interpretazione del comportamento strutturale delle costruzioni, e al Monitoraggio in situ con tecnologie non-invasive.

L’evento si terrà dalle 14:30 alle 16:30 presso la Sala Averroè del Centro Congressi di Città della Scienza di Napoli.

Per l’iscrizione all’evento vai a questo link

 



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