Maria Consiglia Rasulo

Maria Consiglia Rasulo

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Cerimonia di conferimento del Diploma di Cavaliere dellOrdine Al Merito della Repubblica ItalianaRiccardo Lanari, Dirigente di Ricerca dell’IREA-CNR, ha ricevuto il Diploma di Cavaliere dell’Ordine “Al Merito della Repubblica Italiana” nel corso della cerimonia che si è svolta lo scorso 4 novembre, ricorrenza della Festa dell’Unità Nazionale e della Giornata delle Forze Armate, nel Salone delle Muse della Prefettura di Napoli alla presenza del Prefetto Claudio Palomba e del Sindaco Gaetano Manfredi. L’onorificenza è stata conferita con Decreto del Presidente della Repubblica del 2 giugno 2023, pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale del 24 luglio 2023 Serie Generale n. 171, su proposta della Presidenza del Consiglio dei Ministri, sentito il Consiglio dell'Ordine " Al Merito della Repubblica Italiana".Onorificenza di Cavaliere

Il prestigioso riconoscimento viene concesso ogni anno dal Presidente della Repubblica in considerazione di particolare benemerenze verso la Nazione nel campo delle scienze, delle lettere, delle arti, dell’economia e nello svolgimento di cariche pubbliche e di attività svolte ai fini sociali, filantropici ed umanitari, nonché per lunghi e segnalati servizi nelle carriere civili e militari.

Riccardo Lanari vanta più di 30 anni di attività di ricerca nel settore dell’Osservazione della Terra, attività svolta anche presso prestigiosi centri di ricerca internazionali. Tra il 2010 e il 2021 è stato Direttore dell'Istituto per il Rilevamento Elettromagnetico dell’Ambiente (IREA) del CNR. E’ autore di 2 brevetti e di più di 500 pubblicazioni, tra le quali il libro intitolato “Synthetic Aperture Radar Processing” (1999, CRC Press), che vanta oggi più di 1400 citazioni (fonte: Google Scholar). E’ stato responsabile di numerosi progetti di ricerca ed iniziative scientifiche, tra le quali la costituzione presso l’IREA-CNR del Centro di Competenza per l’analisi delle deformazioni del suolo mediante l’uso di dati radar satellitari del Dipartimento della Protezione Civile della Presidenza del Consiglio dei Ministri. Tra il 2017 e il settembre 2023 ha fatto parte della Commissione nazionale per la previsione e prevenzione dei grandi rischi. Riccardo Lanari ha ricevuto numerosi premi e riconoscimenti per l'attività scientifica svolta tra i quali, nel 2020, il Fawwaz Ulaby Distinguished Achievement Award della Geoscience and Remote Sensing Society (GRSS) dell’Institute of Electrical and Electronic Engineers (IEEE), nel 2017, la Medaglia “Christiaan Huygens” della European Geosciences Union (EGU) e, nel 2015, il Premio Guido Dorso per la Speciale Sezione “Ricerca”, patrocinato dal Senato della Repubblica Italiana, dal CNR e dall’Università di Napoli ”Federico II”.  

 

WorldtopscientistsCon 10 ricercatori il CNR-IREA (Istituto per il Rilevamento Elettromagnetico dell’Ambiente) rinnova la sua presenza nella classifica mondiale dei migliori scienziati internazionali elaborata dai ricercatori dell’Università di Stanford e pubblicata nella prestigiosa rivista scientifica PLOS Biology.

L'elenco dei “Top Scientist” mondiali contiene 210.199 nomi di scienziati che rientrano nel top 2% nelle loro specifiche aree di ricerca. La valutazione si basa sull’analisi statistica della quantità, qualità e diffusione delle pubblicazioni scientifiche di oltre 6 milioni di ricercatori di università e centri di ricerca di tutto il mondo raggruppati in 22 campi scientifici e 174 sottocampi.

Nella lista di coloro che si sono distinti per l'impatto scientifico delle loro ricerche, considerate nell’arco delle loro carriere fino a dicembre 2022, ci sono Gianfranco Fornaro, Riccardo Lanari, Eugenio Sansosti, Francesco Mattia e Antonio Pepe (area Geological & Geomatics Engineering), Francesco Soldovieri e Lorenzo Crocco (Networking & Telecommunications), Romeo Bernini (Optoelectronics & Photonics),  Gloria Bordogna, (Artificial Intelligence & Image Processing). A questi si aggiunge Claudia Giardino (Geological & Geomatics Engineerin”) presente nell’elenco “single year 2022” che considera la produttività scientifica del 2022.

L’importante riconoscimento premia l’impegno costante dei ricercatori dell’IREA e conferma l’elevata qualità della ricerca scientifica dell’Istituto. 
 

BaricodeNell’ambito delle celebrazioni per i 100 anni CNR, si è svolta a Bari, dal 23 al 25 ottobre, la prima edizione del Festival Scientifico Cittadino “BARIcode”. Il nome scelto per la manifestazione, evocativo di Bar-code, il codice a barre, fa riferimento a un nuovo codice culturale delle scienze e delle arti, in un rapporto di scambio e dialogo con la società realizzato attraverso attività di divulgazione della scienza, trasferimento di conoscenza e generazione di impatto sul territorio.

L’iniziativa ha compreso attività ed eventi diversificati e diffusi che vanno da laboratori nelle scuole elementari a incontri di divulgazione, da mostre e concerti a salotti letterari. 

ll tema scelto per BARIcode – Edizione zero è stato l’albero come simbolo universale della vita e come metafora di qualsiasi sistema radicato in un territorio che si nutre, si sviluppa e rinnova l’ambiente in cui vive.

Il CNR-IREA (Istituto per il Rilevamento Elettromagnetico dell'Ambiente) ha contribuito alla manifestazione organizzando e coordinando i Laboratori Didattici “Mettiamo Radici”, tenuti da ricercatori dei numerosi Istituti CNR presenti in città e indirizzati agli alunni delle scuole primarie distribuite nell’area comunale di Bari con la finalità di avvicinare i bambini al mondo della ricerca scientifica attraverso esperienze pratiche guidate dai ricercatori CNR. Al termine delle attività nel cortile di ciascuna scuola sono stati piantati degli alberi come simbolo universale della vita.

Inoltre, i ricercatori dell’IREA Anna Balenzano, Antonella Belmonte, Annarita D’Addabbo e Davide Palmisano, hanno animato il Laboratorio “Dalla Terra e dal cielo: interpretare le immagini del pianeta Terra acquisite dallo spazio”, una serie di attività ludico-didattiche per avvicinare i piccoli studenti al concetto di Osservazione della Terra.

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DSC 0451E’ stata inaugurata lunedì 9 ottobre, presso l’Area Territoriale di Ricerca Milano 1 del CNR, la mostra ARCOBALENO E OLTRE: la Terra vista dallo spazio, realizzata dall’IREA - Istituto per il Rilevamento Elettromagnetico dell’Ambiente in occasione delle celebrazioni per il centenario del Consiglio Nazionale delle Ricerche. L’evento ha visto la partecipazione del Dott. Emilio Campana (direttore DIITET), Dott. Francesco Soldovieri (direttore IREA), Dott. Giacomo De Carolis (responsabile IREA sede Milano), Dott. Enrico Stroppa (rappresentante Municipio 3, Comune di Milano), del comitato organizzatore IREA e del Prof. Gianluca Planamente e degli studenti del Liceo Scientifico «R. Donatelli e B. Pascal».

Gli invitati all’inaugurazione hanno potuto visitare le sale allestite con immagini e materiale multimediale allo scopo di valorizzare e divulgare le attività dei ricercatori del CNR- IREA nell’ambito delle applicazioni dell’Osservazione della Terra.

A partire da lunedì pomeriggio la mostra è stata poi aperta al pubblico e nell’arco della prima settimana ha avuto circa 200 visitatori che hanno potuto ammirare le spettacolari immagini satellitari di deserti, isole, mari, fiumi e laghi, dove natura, luce e tecnologie si mescolano per dare vita a vere e proprie opere d’arte. La meraviglia suscitata dagli ambienti del nostro pianeta ha contribuito a far comprendere le potenzialità dell’uso delle tecniche di telerilevamento per lo studio e il monitoraggio dell’ambiente e del territorio e le applicazioni e le tecniche di telerilevamento all’avanguardia sviluppate dai ricercatori del CNR-IREA per il monitoraggio degli ecosistemi acquatici, della qualità delle acque, delle colture agricole e degli incendi boschivi.

Molti i comuni cittadini che, interessati e curiosi, hanno colto l’opportunità di questo evento per conoscere nuovi aspetti della ricerca scientifica e del Consiglio Nazionale delle Ricerche. Tra i visitatori quattro classi del quinto anno del liceo scientifico delle Scienze Applicate IIS Maxwell, Milano, che, con i loro docenti e i ricercatori dell’IREA, hanno approfondito la tematica delle applicazioni dell’Osservazione della Terra per lo studio dei cambiamenti climatici. Molti anche gli studenti universitari che hanno potuto confrontarsi con i ricercatori sia sulla tematica dell’Osservazione della Terra che sul percorso formativo e le opportunità di carriera nell’ambito della ricerca ed al CNR in modo particolare.

La mostra resterà aperta per tutta la prossima settimana (da lunedì 16 ottobre a venerdì 20 ottobre). Per visitarla è necessaria una prenotazione tramite eventbrite a questo a questo link.

 

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Linee guidaIl primo documento relativo alle Linee Guida per l’uso dei dati interferometrici satellitari finalizzato all’interpretazione e alla valutazione del comportamento strutturale delle costruzioni è stato pubblicato il 10 ottobre 2023 ed è attualmente sottoposto a inchiesta pubblica fino al prossimo 15 Novembre per eventuali miglioramenti.
Il documento nasce dall’esigenza da parte del Dipartimento della Protezione Civile Italiana di promuovere e sostenere un’attività volta ad approfondire e chiarire gli aspetti fondamentali sull’utilizzo e sulle possibili applicazioni delle tecniche di Interferometria SAR Differenziale (DInSAR) satellitare nell’ambito dello studio del comportamento strutturale delle costruzioni. Tale attività è stata condotta in sinergia con il consorzio interuniversitario ReLUIS (Rete dei Laboratori Universitari di Ingegneria Sismica e Strutturale) e un gruppo di ricercatori dell’Istituto per il Rilevamento Elettromagnetico dell’Ambiente (IREA-CNR).
“Le potenzialità offerte dall’Interferometria SAR satellitare nel campo del monitoraggio dell’ambiente naturale e del patrimonio costruito sono notevoli” spiega l’Ing. Manuela Bonano, primo ricercatore dell’IREA, che ha coordinato il contributo dell’IREA alla stesura delle suddette Linee Guida. “Grazie al numero crescente di immagini SAR acquisite dai sensori satellitari attualmente in orbita, alle loro elevate frequenze di rivisitazione e alla maggior risoluzione spaziale delle corrispondenti immagini RADAR, le tecniche DInSAR avanzate sono sempre più spesso utilizzate per analizzare e monitorare nel tempo le deformazioni del suolo e delle strutture. Tale risultato si ottiene attraverso la generazione di mappe spazialmente dense di velocità media di spostamento e delle relative serie temporali di deformazione alla scala della singola infrastruttura o edificio, con accuratezze millimetriche”, sottolinea ancora l’Ing. Bonano.
La conoscenza dell’evoluzione temporale di tali spostamenti, ottenuti dall’elaborazione di un gran numero di dati satellitari acquisiti su un’area di interesse per periodi anche superiori a 10 anni, può rappresentare un elemento determinante per valutare lo stato di salute delle strutture ed infrastrutture, ma necessita di una chiave interpretativa avanzata per valutare l’impatto di tali deformazioni sul comportamento strutturale delle costruzioni. Da questa necessità scaturiscono le presenti Linee Guida, le quali hanno l’obiettivo e l’ambizione di definire un percorso scientificamente solido per l’uso appropriato e ottimale dell’Interferometria SAR satellitare nella valutazione dei comportamenti delle costruzioni e del loro stato di salute. Ciò permette da un lato il ridimensionamento di aspettative eccessive rispetto a tale strumento, dall’altro il chiarimento che, se correttamente utilizzato e interpretato, esso può fornire un prezioso ausilio alla diagnosi strutturale.
L'IREA è ampiamente coinvolta in diversi progetti scientifici finanziati dal Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza (PNRR), finalizzati a potenziare la disponibilità, l’accesso e l’utilizzo delle tecnologie satellitari da parte della comunità scientifica e istituzionale, tramite lo sviluppo di nuovi metodi d’indagine e applicazioni a supporto di comuni, ministeri e del Dipartimento della Protezione Civile, che consentono il controllo del nostro territorio in modo sempre più preciso e frequente. “In tale contesto”, afferma l’ing. Riccardo Lanari, Dirigente di Ricerca dell’IREA-CNR, “la sinergia tra l’attuale costellazione nazionale COSMO-SkyMed di prima e seconda generazione e la futura costellazione satellitare per l’Osservazione della Terra denominata IRIDE, realizzata in Italia su iniziativa del Governo con risorse PNRR, rappresenterà un elemento strategico per l’aumento della resilienza dell’ambiente costruito”.
mappa llggMappa geocodificata (in falsi colori) della velocità media di deformazione in LOS, espressa in cm/anno e ottenuta dall’elaborazione SBAS-DInSAR a piena risoluzione spaziale dei dati CSK/CSG acquisiti da orbite ascendenti nell’intervallo Marzo 2011 – Agosto 2021, relativa all’intera area metropolitana di Roma. A sinistra, dall’alto verso il basso sono riportate le viste zoomate delle velocità di deformazione relative al ponte regina Margherita, a un edificio in Viale Giustiniano Imperatore e all’area del raccordo autostradale A90/A91 Roma-Fiumicino, insieme alle serie storiche di deformazione relative a tre punti localizzati nelle zone di massima deformazione.
 
L’evento, co-organizzato dal Dipartimento scienze del Sistema Terra e Tecnologie per l’Ambiente e gli istituti IREA, ISAC e ISMAR del CNR e dalla fondazione IMC, intende proporre una riflessione sui cambiamenti del ruolo della ricerca in un contesto in cui le relazioni tra scienza, politica e società sono oggetto di discussione e ridefinizione globale. Il riferimento, in particolare, è alla Planetary Health che, al concetto di salute dell’OMS come benessere fisico, mentale e sociale, aggiunge i legami di interdipendenza tra sistemi naturali e sociali e promuove una visione olistica e interconnessa del pianeta. La prospettiva è in linea con gli Obiettivi dell’Agenda 2030 delle Nazioni Unite, che mirano a costruire un mondo più sano e più giusto, per tutti gli esseri viventi, in armonia con l’ambiente.
L’evento sarà anche l’occasione per condividere temi ed obiettivi della nuova Collana edizioni CNR “Scienziati in Affanno?”, il cui primo numero è dedicato interamente alla Scienza post-normale che considera la necessità di ricorrere a tutte le conoscenze disponibili – non solo scientifiche – per governare le crisi che sempre più caratterizzano le società contemporanee. 

Ulteriori informazioni sono sul sito del centenario CNR.

La locandina con il programma della giornata è disponibile a questo link
L’evento sarà anche trasmesso in streaming a questo link
 
Immagine Notte dei ricercatoriTorna venerdì 29 settembre la “Notte europea dei ricercatori”, la manifestazione promossa dalla Commissione Europea a partire dal 2005 per avvicinare la scienza al grande pubblico, sensibilizzare la collettività sul’importanza dell’innovazione e della ricerca per il benessere collettivo e far crescere l’interesse dei più giovani nei confronti delle professioni scientifiche.
Insieme agli altri Istituti della rete CNR-CREO (Campania REteOutreach) l’IREA sarà presente con i suoi ricercatori e ricercatrici in piazza del Gesù a Napoli a partire dalle ore 17.00 per presentare le sue attività di ricerca anche con l’aiuto della realtà virtuale. Nel corso dell’evento, dal titolo “Osserviamo l’ambiente coi radar”, verrà mostrato inoltre il principio di funzionamento di un sistema radar per la localizzazione di oggetti nascosti.
La proposta rientra nella più ampia programmazione del progetto STREETS (Science, Technology and Research for Ethical Engagement Translated in Society) di cui CNR-CREO è partner. Coordinato dall’Università degli studi di Napoli Federico II, STREETS è un progetto multidisciplinare e intersettoriale che, calandosi nella realtà quotidiana e per le “strade” della Campania e del Lazio Meridionale, pone come obiettivo la diffusione della cultura e il racconto dell’impegno, dell’ingegno e della passione dei ricercatori.
Il progetto e il programma completo sono on line su www.nottedeiricercatori-streets.it
Tra le proposte che vedono coinvolti ricercatori dell'IREA ci sono anche due spettacoli che si terranno a Roma a partire dalle 22:00 del 29 e 30 settembre: il primo, dal titolo “Dottò, ma quando scoppia il Vesuvio?” sfrutta il potere di immagini, video e musica, per raccontare l’avvincente storia di uno dei vulcani più imponenti d’Italia; nel secondo,  C’era una volta il pianeta Terra”, racconti e musica dal vivo accompagneranno alla scoperta dei principali eventi geologici accaduti fino ai giorni nostri per interrogarsi su un futuro che sembra segnato dall’impatto dell’uomo. 
 

Il terremoto di magnitudo 6,8 che ha colpito il sud del Marocco l’8 settembre 2023 (22:11:00 UTC), ha provocato uno spostamento massimo del suolo di circa 18 cm lungo la linea di vista del satellite e un minimo di circa -5 cm. (Figura 1). La misura della deformazione è stata ottenuta grazie a un sistema automatico di elaborazione sviluppato da un team di ricercatori del CNR-IREA e dell’INGV nell’ambito del Satellite data thematic core service dell’infrastruttura di ricerca EPOS (European Plate Observing System) applicando la tecnica dell'Interferometria differenziale radar ad apertura sintetica (DInSAR) ai dati acquisiti dal satellite europeo Sentinel-1A durante l'evento.

Morocco earthquake displacement map

Figura 1: Mappa di spostamento del suolo in Marocco a seguito del terremoto dell'8 settembre 2023 ottenuta utilizzando la coppia di dati discendenti Sentinel-1. La stella bianca indica la posizione dell'epicentro di Mw 6,8

Il sistema, che viene attivato da un evento sismico, genera automaticamente una mappa dello spostamento superficiale del suolo attraverso il servizio EPOSAR. Il risultato viene immediatamente condiviso con la comunità scientifica attraverso il portale dati EPOS per ulteriori analisi. Successivamente la mappa di spostamento viene ulteriormente elaborata automaticamente dal sistema per ottenere informazioni sulla sorgente sismica che ha originato il terremoto, che in questo caso è risultata essere una faglia inversa che si immerge verso Nord con uno scorrimento massimo di circa 1,7 m, come mostrato in Figura 2.

Grazie al sistema di elaborazione automatica sviluppato è ora possibile gettare nuova luce su fenomeni drammatici come il terremoto del Marocco fornendo preziose indicazioni scientifiche sia agli scienziati che alle attività di prevenzione dei rischi.

Le informazioni sulla sorgente sismica sono disponibili sul sito dell'INGV e saranno presto integrate nel portafoglio di prodotti di EPOS. L'implementazione del sistema descritto è stata oggetto di una recente pubblicazione realizzata grazie al lavoro congiunto di ricercatori CNR-IREA e INGV.

 

 
Morocco earthquake seismic sourceFigura 2: Distribuzione dello spostamento della faglia ottenuto dai dati DInSAR

 

 Ringraziamenti

L’attività è stata condotta nell’ambito dell’Infrastruttura di Ricerca EPOS (European Plate Observing System) e dell’Accordo IREA – DPC 2022-2024. I dati Sentinel-1 sono stati forniti attraverso il programma Copernicus dell'Unione Europea.

 

 
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In occasione del centenario della fondazione del Consiglio Nazionale delle Ricerche, l’IREA - Istituto per il Rilevamento Elettromagnetico dell'Ambiente ha organizzato una mostra multimediale di spettacolari immagini satellitari di osservazione della Terra, dove natura, luce e tecnologie si mescolano per dare vita a vere e proprie opere d’arte. Le immagini (ottenute in particolare dal satellite dell’ESA Copernicus Sentinel-2) ci propongono una visione unica di laghi, fiumi, deserti, isole, mari, luoghi remoti e molto spesso inaccessibili, per guardare il nostro pianeta sotto una luce nuova.

È infatti proprio grazie alla luce - dal visibile all’infrarosso e oltre- che arrivando all’”occhio” del satellite ci permette di osservare la Terra con rappresentazioni inedite di nicchie di biodiversità e peculiarità ambientali. Ed ecco che lo snodarsi di un fiume, le forme sinuose delle dune in un deserto o quelle geometriche dei campi coltivati, visti dall’alto, si trasformano in un quadro astratto.

Attraverso i pannelli informativi allegati a ciascuna immagine e l’incontro con i ricercatori di IREA, la mostra vuole far comprendere le potenzialità dell’uso delle tecniche di telerilevamento, facendo emergere la sinergia tra le molteplici discipline, per il loro efficace utilizzo. La mostra multimediale e autoguidata è disponibile all’indirizzo https://mostra100cnr.irea.cnr.it/

Dal 9 ottobre 2023 sarà invece possibile visitare di persona la mostra presso l’Area di Ricerca di Milano 1, via Alfonso Corti 12. Ingresso gratuito con prenotazione obbligatoria a questo link.
 

 

Heritage IF bannerLa rivista HERITAGE, fondata nel 2018 da Nicola Masini (Cnr-Ispc) e Francesco Soldovieri (Cnr-Irea), che ne sono anche gli Editor in Chief, ha ricevuto lo scorso giugno il suo primo Impact Factor pari a 1,7 nel Journal Citation Reports (Clarivate).

HERITAGE è una rivista Open Access pubblicata con cadenza mensile, indicizzata in Scopus, ESCI (Web of Science) e altri database. HERITAGE è dedicata alle tematiche della conoscenza, conservazione, gestione e protezione del patrimonio culturale e naturale, con un approccio olistico che va dalle tecnologie, alle best pratices e alle scienze sociali.

La rivista nasce con l’idea di incoraggiare sinergiche connessioni tra diverse discipline, tecnologie, tematiche, scenari applicativi, approcci (dal multidisciplinare al trans disciplinare), valorizzando gli ambiti del patrimonio culturale e naturale, che rappresentano sempre più un’area di frontiera per nuovi avanzamenti metodologici e tecnologici di interesse anche in altri settori della conoscenza.

Per ulteriori dati riguardanti la rivista, vai a questo link.

 


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