Maria Consiglia Rasulo

Maria Consiglia Rasulo

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Nonostante la copiosa copertura nevosa e le condizioni meteorologiche avverse, i satelliti Sentinel-1 and ALOS-2 hanno consentito a un gruppo di ricercatori dell’IREA-CNR di rilevare la deformazione della superficie terrestre indotta dalla recente sequenza sismica dell’Italia centrale, la cui scossa principale ha raggiunto la magnitudo di 5.5 il 18 gennaio 2017.

Grazie alla elaborazione congiunta di due immagini radar acquisite a cavallo dell'evento principale dalla costellazione Sentinel-1 del programma europeo Copernicus, è stato possibile generare l’interferogramma co-sismico (Figura 1a), una mappa che permette ai ricercatori di collegare direttamente il segnale radar allo spostamento del suolo.

Sfruttando i dati di ALOS-2 dell'Agenzia Spaziale Giapponese (JAXA), è stata effettuata un'analisi simile che conferma i risultati ottenuti tramite i dati di Sentinel-1 (vedi figura 1b).

A partire dagli interferogrammi generati, sono state poi derivate le corrispondenti mappe di deformazione che mostrano (vedi figure 1c e 1d) l’allontanamento della superficie terrestre dal satellite fino a un massimo di circa 10 cm in un’area a sud di Amatrice. Uno zoom dell'area affetta dalle deformazioni co-sismiche  (rappresentate in rosso) è mostrato in figura 2. 

Queste mappe sono state successivamente fornite all’Istituto Nazionale di Geofisica e Vulcanologia (INGV) per consentire di modellare la sorgente che ha causato l'evento sismico.

Un'analisi più dettagliata è fornita al seguente link:

https://doi.org/10.5281/zenodo.266966

L'attività è coordinata dal Dipartimento della Protezione Civile (DPC) e viene eseguita da un gruppo di ricerca dell'Istituto per il Rilevamento Elettromagnetico dell'Ambiente del Consiglio Nazionale delle Ricerche (CNR-IREA di Napoli) e dell'Istituto Nazionale di Geofisica e Vulcanologia (INGV), che sono Centri di competenza nei settori dell’elaborazione dei dati satellitari e della sismologia, rispettivamente, con il supporto dell'Agenzia Spaziale Italiana (ASI). Il programma Copernicus è diretto dalla Commissione Europea. L'Agenzia Spaziale Europea (ESA) gestisce i due satelliti Sentinel-1 ed ha anche il compito di sviluppare i satelliti Sentinel. I dati ALOS-2 sono stati forniti dalla JAXA nel quadro di un accordo con l'Agenzia Spaziale Italiana (ASI) per lo scambio di dati utili alla gestione delle emergenze. 

L’attività è stata anche supportata dal progetto GEP dell’Agenzia Spaziale Europea (ESA) e dal progetto "Infrastruttura di Alta tecnologia per il Monitoraggio Integrato Climatico-Ambientale" (I-AMICA) finanziato dal MIUR nell'ambito del Programma Operativo Nazionale (PON).


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 Figura 2 - Zoom dell'area affetta dalle deformazioni co-sismiche ottenuto a partire dalla mappa Sentinel-1 di Figura 1c. 
 Per visualizzare l'immagine su Google Earth clicca qui
      
 rsz figure1Figura 1 - a) Interferogramma co-sismico da dati radar Sentinel-1 relativo alla coppia 12012017-24012017 ascendente (Track 117). b) Interferogramma co-sismico da dati radar ALOS-2 relativo alla coppia 02112016-25012017 ascendente (Track 197). c) Mappa di deformazione co-sismica in LOS relativa all’interferogramma Sentinel-1 mostrato in Figura 1a. d) Mappa di deformazione co-sismica in LOS relativa all’interferogramma ALOS-2 mostrato in Figura 1b. La stella nera indica la posizione dell’epicentro Mw 5.5 del 18/1/17. Le principali strutture nella regione sono indicate in nero. I dati Sentinel-1 sono copyright di Copernicus (2017). I dati ALOS-2 sono copyright di JAXA (2016-2017).
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 

 

 

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eventi22018

Il 4 ottobre presso l'Area di Ricerca del CNR di Milano, Aperitivo scientifico con i lettori e gli autori di 'Scienziati in affanno?' RRI in teoria e nelle pratiche, edito CNR e curato da Alba L'Astorina e Monica Di Fiore

Il 19 settembre presso l'AHAAA Science Center, a Tartu, in Estonia, il progetto europeo BLUEMED promuove un workshop partecipativo che esplora l’approccio della RRI nel contesto dell’economia e della crescita blu. L'evento è organizzato nell'ambito della Multi-conference Responsible Research and Innovation in Science, Innovation and Society 2018 (RRI – SIS 2018), organizzata dal progetto Marina (Marine Knowledge Sharing Platform for Federating Responsible Research and Innovation Communities) che chiama a raccolta per tre giorni attori di vari ambiti (ricerca, politica, società civile, associazionismo) in una serie di Conferenze dedicate al tema della RRI in un confronto e scambio di conoscenze. Leggi la notizia qui.

20 giugno ore 09.30 - 13.00 presso l'Area della ricerca Milano 1, Sala Expo via Corti 12,  "Giornalismo e ricerca: un dialogo possibile? L'interazione tra media e ricercatori". Interverrà Alba L'Astorina

Il 16 aprile dalle ore 9.00 alle ore 17.00 si terrà presso l'Area della Ricerca del CNR di Milano una giornata di studio dedicata alla presentazione ed analisi di strumenti abilitanti per la creazione di informazione geografica volontaria (VGI). Per scaricare la locandina
19 marzo ore 9.30-13.00, presso l'Università degli Studi di Milano Bicocca, evento dal titolo: "Favorire una cultura della prevenzione e dell’anticipazione del rischio connesso all’uso dei prodotti fitosanitari, attraverso la condivisione di competenze ed esperienze tra ricerca, aziende e altri attori del settore agricolo in Lombardia: le proposte del progetto regionale TRAINAGRO - TRAsferimento delle conoscenze e dell’INnovazione nell’uso sostenibile dei pesticidi in AGRicOltura. Auditorium G. Martinotti  - via Vizzola, 5.
6 marzo ore 12.00, sala multimediale IREA via Diocleziano 328, Napoli. Seminario del dr. Marcello Caleffi, del Dipartimento di Ingegneria Elettrica e delle Tecnologie dell'Informazione Università Degli Studi di Napoli Federico, dal titolo: "Network Design for Distributed Quantum Computing".
 
 
 
 

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20-21 e 27-28 febbraio, parte LA SICUREZZA ALIMENTARE E LE RISORSE AMBIENTALI CON IL CNR, un'iniziativa in cui i ricercatori dell'IREA CNR e di altri istituti milanesi incontrano il pubblico al Museo Scienza e Tecnologia L. Da Vinci in laboratori interattivi di alimentazione, biotecnologie, genetica, materiali. Ulteriori informazioni qui.

Mimed Cost

Le applicazioni in ambito clinico rappresentano una delle frontiere più stimolanti per le tecnologie dei campi elettromagnetici, tanto per il loro uso nella terapia, legato alla possibilità di riscaldare selettivamente i tessuti tumorali (ipertermia oncologica), che per la loro applicazione a fini diagnostici, in cui l’imaging a microonde può fornire un valido supporto, o un’alternativa efficiente e sostenibile, alle modalità attualmente utilizzate nella pratica clinica.

In questo contesto, il ricorso ad opportuni nanocompositi quali agenti di contrasto può portare a significativi miglioramenti nelle prestazioni e dunque nell’efficacia delle terapie e nella accuratezza delle diagnosi.

Il potenziale derivante dall’interazione tra nanocompositi e onde elettromagnetiche costituisce il tema del workshop Synergies between nanocomposites and electromagnetic waves for contrast enhanced microwave imaging, therapy and theranostics” organizzato a Napoli da Lorenzo Crocco, primo ricercatore dell’IREA, nell’ambito della COST Action MiMed “Accelerating the Technological, Clinical and Commercialisation Progress in the Area of Medical Microwave Imaging” (TD1301).

Il workshop intende offrire l’occasione per una riflessione interdisciplinare su queste tematiche, grazie al contributo di relatori provenienti da tutta Europa, espressione di diversi contesti culturali (ingegneria, medicina, chimica, biotecnologie).

Il meeting si terrà a Napoli il 2 e 3 febbraio 2017 presso il Centro Congressi dell’Università Federico II in Via Partenope.

Agenda 


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EDI immagineÈ il Repertorio Nazionale per i Dati Territoriali a segnalare il software EDI come nuovo strumento per tutte le Pubbliche Amministrazioni impegnate a valorizzare il proprio patrimonio di dati territoriali.

EDI, sviluppato da IREA-CNR nell’ambito del progetto RITMARE, risponde in particolare alle sfide legate alla qualità e alla coerenza dell’informazione geografica fornendo una serie di moduli che guidano l’utente alla creazione di metadati in modo semplice ed efficace.

L’editor EDI è attualmente disponibile online e consente una compilazione standard secondo la normativa italiana (RNDT), ma anche seguendo le specifiche europee e internazionali (INSPIRE e SensorML), prestandosi così alle necessità di un’utenza diversa. Gruppi, progetti o istituti di ricerca, ma anche tecnici operanti nella Pubblica Amministrazione, possono usufruire del prodotto beneficiando di alcune funzionalità che rendono meno onerosa la gestione dati. Il software, rilasciato con licenza Free Open Source (FOSS) GNU GPL v3, è completamente personalizzabile.

Aspetti che sono valsi un riconoscimento di EDI nel portale RNDT, oggi registro pubblico di informazioni territoriali nazionali certificate e reperibili proprio grazie alla relativa metadatazione.

Per maggiori informazioni e i dettagli tecnici dello strumento si rimanda al paper: Pavesi, F., A. Basoni, C. Fugazza, S. Menegon, A. Oggioni, M. Pepe, P. Tagliolato, and P. Carrara. “EDI – A Template-Driven Metadata Editor for Research Data.” Journal of Open Research Software - JORS 4 (October 25, 2016). doi: 10.5334/jors.106.

 


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fornaroGianfranco Fornaro, primo ricercatore dell’IREA, è stato onorato del grado di Fellow della IEEE per i suoi contributi di interferometria differenziale e tomografia all’elaborazione dati SAR.

La IEEE, “the Institute of Electrical and Electronics Engineers” è la più grande organizzazione tecnica professionale a livello mondiale dedita a promuovere l'innovazione e l'eccellenza tecnologica a beneficio dell'umanità. Conta circa 420.000 membri in più di 160 paesi e pubblica un terzo della letteratura nel campo dell’ingegneria elettrica, informatica ed elettronica.

Il prestigioso grado di Fellow viene conferito a seguito di una rigorosa procedura di valutazione ed è riservato ai membri che si sono distinti per risultati straordinari di significativo impatto per la società e che hanno contribuito al progresso nel campo dell’ingegneria, della scienza e della tecnologia.

 

 


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La sezione “Amministrazione trasparente” è organizzata secondo quanto indicato dal D.lgs 14 marzo 2013 n. 33 “Riordino della disciplina riguardante gli obblighi di pubblicità, trasparenza e diffusione di informazioni da parte delle pubbliche amministrazioni” 

Per informazioni specifiche sull'istituto:

Organizzazione

Personale

Bandi di concorso

Bandi di gara

Incarichi di collaborazione e consulenza

Bilancio e rendimento

 

Si informa che i dati personali sono riutilizzabili in termini compatibili con gli scopi per i quali sono raccolti e nel rispetto del norme sulla protezione dei dati personali.

 

Per tutto quanto richiesto dal D.lgs 14 marzo 2013 n. 33 si consulti il seguente indirizzo:

http://www.cnr.it/sitocnr/Iservizi/AmministrazioneTrasparente/AmministrazioneTrasparente.html

lanari

 

Riccardo Lanari, direttore dell’IREA, è stato nominato dalla European Geosciences Union (EGU) vincitore della Christiaan Huygens Medal 2017, uno dei premi che la EGU assegna ogni anno a eminenti scienziati per il loro straordinario contributo di ricerca nel campo delle scienze della Terra, planetarie e spaziali.

In particolare la Christiaan Huygens Medal viene attribuita per innovazioni, scoperte o contributi significativi che hanno portato a progressi rilevanti nel settore della “Geosciences Instrumentation and Data Systems”.

Il premio sarà consegnato nel corso della prossima Assemblea Generale EGU, che si terrà a Vienna dal 23 al 28 aprile 2017.

 

 


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Quiz Scienza è un progetto di divulgazione della scienza sui Social di Renato Sartini, giornalista scientifico ed esperto in comunicazione della conoscenza. Il Quiz viene pubblicato su www.renatosartini.it, Twitter e Facebook in collaborazione con Enti e Istituzioni che si occupano di ricerca scientifica.

Il Quiz Scienza non ha alcuna valenza statistica, ma ha l'intento di creare un cortocircuito virtuale tra il popolo del web e gli scienziati al fine di chiarire alcuni concetti scientifici e di arginare, in parte, il fenomeno delle cosiddette bufale scientifiche. Il tutto con un linguaggio accessibile ai meno esperti.

Alla domanda n. 13 del Quiz Scienza risponde il dott. Eugenio Sansosti, Primo Ricercatore del Consiglio Nazionale delle Ricerche, esperto di Sistemi Radar per l’Osservazione della Terra.

 

[#QuizScienza n. 13]

Il #terremoto delle Marche ha deformato un'area di oltre 600 km quadrati.

DOMANDA Com'è stata misurata quest'area?

 

Il quesito ha avuto 108 risposte su Twitter così distribuite:

-       Con misure sul campo: 1%

-       Con sistemi satellitari: 81%

-       Coi dati dei sismografi: 14%

-       Con fotografie aeree: 4%

 

Risposta

L’estensione dell’area che si è deformata in conseguenza dei terremoti del 26 e 30 ottobre 2016 è stata misurata utilizzando satelliti che osservano la Terra mediante sistemi radar. Questi strumenti permettono di misurare deformazioni del suolo anche di piccola entità, spostamenti dell’ordine di un centimetro, ed operano su aree molto estese, da 40 km per 40 km fino a 250 km per 250 km per i satelliti più recenti.   

Queste caratteristiche permettono di delineare l’estensione dell’area in deformazione: fissata una soglia di deformazione del suolo (ad esempio 5 cm), è possibile individuare sulla mappa satellitare l’area che si è spostata di una quantità superiore alla soglia scelta.  

Tutto ciò può essere ottenuto senza alcuna necessità di accedere alla zona in deformazione: un ulteriore vantaggio, in caso di emergenza, rispetto a tecniche più “tradizionali”. Queste ultime si basano su una raccolta di dati da effettuarsi mediante campagne di misura sul territorio, oppure sull’istallazione, in postazioni fisse, di ricevitori GPS (del tutto analoghi a quelli dei navigatori satellitari). In entrambi i casi, però, il numero di punti in cui si può effettuare la misura risulta limitato. 

La tecnica satellitare si basa sull’utilizzo di immagini acquisite da un particolare tipo di radar  denominato Radar ad Apertura Sintetica (SAR), una speciale “macchina fotografica” che, invece di utilizzare la luce, usa una radiazione elettromagnetica a microonde simile a quella utilizzata dai telefoni cellulari o dai forni detti, appunto, “a microonde”. Questo radar è attualmente montato a bordo di diversi satelliti che orbitano intorno alla Terra ad un’altezza compresa tra 600 e 800 km.

La deformazione del suolo viene misurata mediante tecniche cosiddette interferometriche. Si confrontano (si fanno “interferire”) due immagini acquisite dalla stessa posizione prima e dopo il terremoto: se tra le due acquisizioni c’è stata una deformazione del terreno, questa viene visualizzata come una serie di strisce colorate che costituiscono le cosiddette frange di interferenza (o interferogramma). Tali interferogrammi possono essere ulteriormente elaborati per produrre le mappe di spostamento

 

Link suggeriti

Nuovi risultati sul terremoto del 30 Ottobre 2016 ottenuti dai radar dei satelliti Sentinel-1

Il terremoto del 30 ottobre dai rilevamenti satellitari

Il terremoto del 26 ottobre dai rilevamenti satellitari

Interferometria Differenziale Radar ad Apertura Sintetica

Una nuova animazione in 3D, realizzata dall'Istituto per il Rilevamento Elettromagnetico dell'Ambiente del CNR, mostra in maniera evidente quali sono stati gli spostamenti del suolo nell'Italia centrale provocati dai terremoti del 24 agosto e del 26 e 30 ottobre 2016.

L'animazione si basa sui dati del satellite giapponese ALOS 2, che confermano sostanzialmente il trend di deformazione rilevato in precedenza dai dati acquisiti dai satelliti Sentinel-1 del programma europeo Copernicus e COSMO-SkyMed dell'Agenzia Spaziale Italiana.

 

3D terremoto

 

L'animazione mostra l'abbassamento del suolo di circa 20 centimetri nell'area di Accumoli, di circa 70 centimetri nella zona di Castelluccio e il sollevamento di circa 20 centimetri di Norcia e dell'area circostante; si evidenzia anche lo spostamento di Norcia di oltre 30 centimetri a Ovest e quello dell'area di Montegallo di quasi 40 centimetri verso Est.

Le deformazioni co-sismiche rilevate (a sinistra la componente verticale, a destra quella orizzontale Est-Ovest) sono state ottenute con la tecnica dell'interferometria radar differenziale a partire dai dati radar ALOS 2 acquisiti il 09/09/2015, il 24/08/2016 e il 02/11/2016 da orbite ascendenti, ed il 25/05/2016, 31/08/2016 e 09/11/2016 da orbite discendenti.

L'attività svolta è coordinata dal Dipartimento della Protezione Civile (DPC). Inoltre, essa si inquadra nell'ambito della collaborazione tra l’IREA e l’Istituto Nazionale di Geofisica e Vulcanologia (INGV), centri di competenza nei settori dell’elaborazione dei dati radar satellitari e della sismologia, e si avvale del supporto dell’Agenzia Spaziale Italiana (ASI). I dati ottenuti dal satellite ALOS 2 sono frutto degli accordi esistenti tra l'ASI e l’Agenzia Spaziale Giapponese (Jaxa).

 

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