Maria Consiglia Rasulo

Maria Consiglia Rasulo

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Il progetto prevede lo sviluppo e il trasferimento ad imprese di nuove tecnologie nel campo della protezione ambientale e territoriale e per la sostenibilità delle città e dei territori. Il progetto opera a due diverse scale: ad area vasta per la sostenibilità degli interventi antropici e per la protezione e conservazione delle risorse e a scala urbana con riferimento all’edificato.

 
Committente: Regione Campania – POR

Prime contractorUniversità di Napoli "Federico II"

Periodo di attività: 2011 - 2015

Finanziamento IREA:  € 53.550

Responsabile IREA: Gianfranco Fornaro

Attività: Interferometria Differenziale Radar ad Apertura Sintetica

 

Università degli Studi della Basilicata

Scuola di Ingegneria

Periodo: Novembre 2012 - Febbraio 2013

 

Programma del corso

Il corso si propone di fornire le conoscenze di base relative al trattamento dei segnali deterministici mediante l’uso di sistemi. Attraverso lo studio di adeguati strumenti matematici (serie di Fourier, trasformata di Fourier), il corso si pone inoltre l’obiettivo di analizzare in dettaglio la classe dei sistemi lineari e temporalmente invarianti (LTI). 
 

Docente

Antonio Pepe

 
Lezioni, appunti ed esercizi svolti
 

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Postazione IREA alla XXVI edizione di Futuro Remoto
Cosa fare
Seleziona sulla mappa il sito di interesse cliccando su uno dei pallini rossi (es. area di Napoli); puoi zoomare utilizzando la barra in alto a sinistra della mappa.
Continua a zoomare finché non vedi più pallini ma cerchi colorati.
Posiziona il puntatore al centro di un cerchio colorato e fai clic col tasto sinistro del mouse
 
Nota che:
uno zoom insoddisfacente o un clic errato all'esterno dei cerchi produrrà il seguente messaggio di avviso: "Area senza dati InSAR disponibili"
i popups devono essere sbloccati per visualizzare il grafico
per visualizzare / nascondere-i pixel colorati basta fare clic sul pulsante “maschera InSAR”
 
Cosa notare
I cerchi colorati sono rappresentativi delle velocità medie di spostamento rilevate dai satelliti. I punti verdi rappresentano le zone stabili, mentre quelli che vanno verso il rosso o verso il viola indicano le zone che si deformano.
Cliccando su ogni puntino colorato si può vedere un grafico che mostra l’andamento storico della deformazione in quella zona. Nell'area di Pozzuoli, ad esempio, è possibile visualizzare un abbassamento della zona fino a 25 cm. nel 2005 e un successivo sollevamento dovuto a una nuova fase del bradisismo.

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E dedicato al laboratorio radar per applicazioni di sicurezza e monitoraggio del territorio dell'IREA, vincitore del SERIT Award 2012il numero speciale della newsletter Serit (Security Research in ITaly), la piattaforma tecnologica nazionale sulla sicurezza che raggruppa le aziende e gli enti italiani che si occupano di ricerca in ambito "Homeland Security".

"La Commissione per l’attribuzione dell’award", si legge nell'introduzione di Cristina Leone e Fabio Martinelli, "ha valutato positivamente i risultati e l’approccio descritti dal Laboratorio che hanno consentito di affrontare le sfide tecnologiche proprie della piattaforma SERIT in ambito Tecnologie per crisis management e per la protezione di persone, asset ed infrastrutture".

 

 

 

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Uno dei rischi maggiori nelle operazioni che prevedono il trapianto di un organo è il rigetto da parte dell'organismo. Affinché il sistema immunitario accetti il nuovo organo è necessario somministrare farmaci immunosoppressori, deputati ad evitare le crisi di rigetto dell'organo trapiantato mediante l'inibizione della risposta del sistema immunitario. Tali farmaci abbassano però le difese immunitarie dell'intero organismo e una loro eccessiva somministrazione può avere pesanti effetti collaterali. Per questo motivo è essenziale definire il corretto dosaggio degli immunosoppressori per ogni paziente trapiantato.

Il progetto 'Nanodem', che coinvolge oltre a numerose istituzioni straniere e industrie tecnologiche due strutture del Cnr, l’IFAC (nel ruolo di coordinatore) e l’IREA, mira a realizzare un dispositivo in grado di misurare automaticamente e con elevata frequenza la concentrazione di farmaci immunosoppressori nel sangue di pazienti trapiantati. Il protocollo oggi in uso si basa su prelievi a intervalli di tempo definiti, generalmente ogni ora, e inviando il campione prelevato a laboratori centrali. La possibilità di effettuare una rilevazione più frequente, senza prelievo di sangue e utilizzando una strumentazione vicino al letto del paziente, potrà fornire un aiuto importante per l'individuazione della corretta terapia. 

L'apparecchiatura prevede l'utilizzo di un catetere intravascolare da microdialisi in grado di estrarre continuamente dal sangue del trapiantato un campione sul quale vengono misurati on-line gli immunosoppressori di interesse. Cuore del congegno sarà un avanzato biochip miniaturizzato che, sfruttando i più recenti sviluppi in ambito nanotecnologico, convertirà le variazione di concentrazione delle sostanze da analizzare in precisi segnali ottici rivelabili che permetteranno di effettuare una determinazione multipla dei diversi immunosoppressori.

 

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Personale IREA coinvolto

Romeo Bernini

 

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FR 2012L'IREA partecipa alla XXVI edizione di Futuro Remoto in programma a Città della Scienza di Napoli dal 4 ottobre al 4 novembre 2012. Quest’anno la manifestazione, dal titolo “Le fabbriche del cielo”, è interamente dedicata allo spazio, un tema caro ai ricercatori dell’IREA che lavorano nell’ambito del Telerilevamento che studiano metodologie e tecniche innovative di acquisizione, elaborazione e interpretazione dei dati telerilevati. Se è vero, infatti, che l’osservazione della Terra dallo spazio ha esteso incredibilmente la capacità di analisi ambientale permettendo di osservare fenomeni non direttamente accessibili all’esperienza umana e ottenendo risultati impossibili con tecniche tradizionali, tuttavia i dati ricevuti dai satelliti possono essere utilizzati e resi disponibili a tutti, ed in particolare ai responsabili della gestione del territorio (Ministeri e organi di governo come la Protezione Civile, amministrazioni pubbliche ed enti locali, ecc.), soltanto a valle di una complessa fase di elaborazione ed interpretazione. Ed è proprio su questo che lavorano i ricercatori dell’IREA impegnati in questa tematica, sviluppando tecniche innovative che permettono di misurare piccolissime deformazioni del suolo, anche dell’ordine del centimetro, e di seguirne l’evoluzione temporale.

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Mercoledì 31 ottobre conferenza per le scuole 

ing. Gianfranco Fornaro         

 

 

 

Visita la postazione IREA nell'Isola 5 "Lo spazio al servizio dei cittadini"

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Gli incendi: un fenomeno globale
 

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Telerilevamento Attivo
 

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L’IREA è una delle Unità di Ricerca dell’ICEmB (Centro Interuniversitario sulle Interazioni fra Campi Elettromagnetici e Biosistemi) in cui è coinvolta nello studio sperimentale dei meccanismi di interazione tra campi elettromagnetici di bassa e alta frequenza (da 50 Hz ai THz) e sistemi biologici e del loro impiego in biologia e medicina per applicazioni diagnostiche e terapeutiche.

In particolare, le tematiche di ricerca riguardano:

- Valutazione degli effetti indotti a carico di colture cellulari di mammifero in seguito a esposizioni a campi di bassa (50 Hz) e alta frequenza, con particolare riferimento alle frequenze e modulazioni in uso per la telefonia cellulare e le comunicazioni wireless (GSM, UMTS, WiFi). Inoltre, sono stati anche valutati effetti indotti da esposizioni alle frequenze dei THz. Da un punto di vista biologico, vengono studiati gli effetti correlati alla cancerogenesi genotossica (danno diretto al DNA) e non genotossica (stress ossidativo, apoptosi, proliferazione cellulare, citotossicità).

- Valutazione degli effetti indotti da esposizioni combinate a campi elettromagnetici e mutageni chimici e fisici al fine di individuare i meccanismi di azione alla base delle interazioni tra CEM e sistemi biologici, con particolare riguardo all’induzione di risposta adattativa. 

- Progettazione e realizzazione di sistemi di esposizione per sperimentazioni biologiche (bobine di Helmoltz, guide d’onda, celle TEM), con l’obiettivo di adottare condizioni di esposizione ben definite.

- Caratterizzazione degli effetti dell’esposizione a campi elettrici pulsati di brevissima durata (nanosecondi) in colture cellulari di mammifero, con il duplice scopo di esplorarne le potenzialità terapeutiche e i meccanismi di azione che ad oggi solo marginalmente noti. Inoltre, in collaborazione con il Dipartimento di Ingegneria dell’Informazione della Seconda Università di Napoli, vengono progettati e realizzati sistemi innovativi per la generazione di impulsi e per la loro applicazione ai campioni cellulari.

- Valutazione degli effetti indotti da trattamenti con campi a radiofrequenza e nanoparticelle in colture cellulari. L’uso congiunto di campi elettromagnetici e nanoparticelle è uno dei metodi emergenti per individuare e trattare il cancro. In questo contesto l’attività consiste nella stima della citotossicità delle nanoparticelle in esame applicando metodiche sensibili e ben standardizzate in linee cellulari umane sia di tessuti sani sia tumorali.

- Sviluppo di modellistica e metodologie di imaging per applicazioni biomedicali. L’attività riguarda la modellizzazione dell’interazioni tra campi elettromagnetici ed ambienti biologici complessi a frequenze che vanno dalle microonde ai Terahertz e la messa a punto di metodologie diagnostiche non invasive per la caratterizzazione elettromagnetica dei tessuti e l’individuazione di alterazioni.

 
Referente dell’Unità

Maria Rosaria Scarfì

 
 
Personale afferente al gruppo

Olga Zeni 

Lorenzo Crocco 

Francesco Soldovieri 

Ilaria Catapano

Anna Sannino

Stefania Romeo

Nell’ambito della Scuola Internazionale di Bioelettromagnetismo “Alessandro Chiabrera” si terrà quest’anno, dal 25 novembre al 1° dicembre, il VI corso dedicato ai campi magnetici statici e di bassa frequenza.

L’esposizione a tali radiazioni non ionizzanti riguarda milioni di individui. Basti pensare alle applicazioni diagnostiche (risonanza magnetica) e alle esposizioni occupazionali e residenziali in prossimità di apparati per la generazione e distribuzione di energia elettrica. Ciò nonostante, si conosce ancora poco sugli effetti biologici indotti da tali esposizioni.

Il VI corso tratterà diversi aspetti legati a questo argomento, da principi fisici fondamentali, inclusa la dosimetria, ai rilevanti risultati ottenuti dagli studi sull’esposizione di campioni biologici, a partire dai più elementari, fino all’uomo. In chiusura del corso ci sarà una giornata di discussione per identificare gli argomenti che necessitano di approfondimento per futuri studi sia teorici che sperimentali.

Il corso si terrà ad Erice (TP) presso la Fondazione e Centro per la Cultura Scientifica "Ettore Majorana" (Presidente: prof. Antonio Zichichi), che nel 2003 ha istituito una Scuola Permanente di Bioelettromagnetismo (Direttore: prof. Ferdinando Bersani) con l'obiettivo di affrontare i diversi aspetti dell'interazione tra campi elettromagnetici e biosistemi.

I direttori del VI corso sono Frank S Prato (Lawson Health Research Inst., London, Ont., Canada) e Jukka Juutilainen (Department of Environmental Science, University of Eastern Finland, Kuopio).

Nell’ambito del VI corso Maria Rosaria Scarfì, ricercatrice dell’IREA, terrà una lezione dal titolo “In vitro studies on static magnetic fields”.

Coloro che sono interessati possono consultare il Programma del corso contenente le modalità di iscrizione.

Highlights2010_2011Presentata a Roma l’ultima edizione degli ‘Highlights’ CNR. Il volume contiene una selezione dei più interessanti lavori scientifici usciti su riviste internazionali presenti nella banca dati del Web of Science, scelti dal Comitato editoriale del Consiglio Nazionale delle Ricerche sulla base di indici Isi.

Tra i 220 articoli scelti tra i circa 14.000 complessivamente pubblicati su riviste internazionali nel biennio 2010-2011, c’è quello sulla caratterizzazione della risposta adattativa indotta da radiofrequenza pubblicato dal gruppo di Bioelettromagnetismo dell’IREA (Sannino et al., International Journal of Radiation Biology, 89, 2011, pp. 993-999). L’articolo rappresenta la continuazione degli studi condotti presso l’IREA, in collaborazione con l’Università del Texas San Antonio, che hanno evidenziato per la prima volta che esposizioni a campi elettromagnetici a radiofrequenza sono in grado di ridurre il danno indotto al DNA da agenti genotossici.

 

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